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MUD 2020 - Statistiche sui rifiuti. Entro il 30 aprile deve essere inviato il MUD

06/03/2020

MUD2020 ESO

Statistiche sui rifiuti. Entro il 30 aprile deve essere inviato il MUD

A due anni dall’annunciato passaggio ai formati digitali di formulari e registri di carico si è ancora in attesa del decreto. Anche quest’anno, quindi, decine di migliaia di imprese dovranno inviare la dichiarazione ambientale, adempimento che si potrebbe facilmente eliminare con una piena informatizzazione dei sistemi di tracciabilità dei rifiuti.

Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) è lo strumento con il quale si realizza la comunicazione annuale al catasto dei rifiuti, con riferimento agli scarti prodotti e gestiti nell’anno precedente.

L’adempimento consente di raccogliere ed elaborare statisticamente i dati sui rifiuti raccolti dai Comuni, prodotti da imprese ed enti, trasportati, intermediati, commercializzati e sottoposti a trattamenti finalizzati al recupero o allo smaltimento.

Il contenuto informativo della dichiarazione e le modalità di trasmissione telematica o informatica dei MUD da inviare entro il 30 aprile 2020 sono stati definiti con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2018. Anche quest’anno, quindi, si utilizzerà la “modulistica” informatica già impiegata nel 2019. Il decreto contiene anche le istruzioni di dettaglio per la compilazione della dichiarazione.

Chi deve presentare la dichiarazione

Il MUD deve essere presentato alla Camera di Commercio territorialmente competente da:

- Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;

- Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;

- Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;

- Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;

- Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g) del D.Lgs. 152/2006).

La dichiarazione è articolata in diverse comunicazioni, sezioni, schede e moduli, pertanto vi sono altre imprese ed enti che sono tenuti ad inviare il MUD. Una più puntuale elencazione dei soggetti obbligati è presente nelle istruzioni ufficiali di compilazione.

La legge n. 221 del 28 dicembre 2015 ha escluso dall’obbligo le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile e chi esercita attività individuate dai codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 (parrucchieri, gestori di saloni di bellezza, attività di tatuaggio e piercing).

Quindi oltre che per tutti gli operatori del settore della gestione dei rifiuti l’obbligo è previsto per qualsiasi impresa o ente che abbia prodotto, avviato al recupero o allo smaltimento un rifiuto speciale pericoloso (per esempio oli minerali o sintetici, lampade a fluorescenza, molte tipologie di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ecc.), indipendentemente dalla quantità o dalla frequenza di produzione.

L’invio del MUD è obbligatorio anche per i produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi che hanno complessivamente (come impresa o ente, non come singola unità locale) più di dieci dipendenti.

La dichiarazione, nel caso dei produttori di rifiuti, è riferita alla singola unità locale aziendale, o al singolo luogo fisico, dove sono stati prodotti i rifiuti (con alcune semplificazioni per i rifiuti da manutenzione, bonifiche di breve durata, ecc.), perciò un’impresa o un ente potrebbe dover  presentare molti MUD.

Sempre più difficile

Le frequenti modifiche delle informazioni da trasmettere e delle modalità di aggregarle, l’inserimento di schede e moduli che costringono il dichiarante ad aggregare i dati con modalità sempre diverse hanno reso sempre più complesso un adempimento che da molti anni, secondo le previsioni normative, è destinato ad essere superato.

Sono previste due modalità di trasmissione della dichiarazione. La prima, riservata a quanti possono presentare la “comunicazione semplificata” prevede la compilazione di un modulo on-line e il successivo invio del file, sottoscritto digitalmente o in modo tradizionale, via posta elettronica certificata. La seconda prevede l’uso di un software per la generazione di un file e la trasmissione per mezzo del sito www.mudtelematico.it.

In entrambi i casi è previsto il pagamento di un diritto di segreteria.

 

Paolo Pipere, Consulente giuridico ambientale

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