ESO - Società Benefit a.r.l. - P.IVA IT IT 13288930152
cover-small
Home / News /Riparazione delle biciclette. La corretta gestione dei rifiuti

18/09/2020

Riparazione delle biciclette. La corretta gestione dei rifiuti

Raccogliere in modo differenziato e recuperare camere d’aria, flap e pneumatici consente di generare materia prima per molti possibili impieghi.

 

I rifiuti prodotti dalle officine di riparazione e dai commercianti di biciclette sono classificati come rifiuti speciali non pericolosi. Il produttore dei rifiuti è tenuto ad avviare al recupero o al trattamento questi scarti affidandoli a imprese autorizzate. Dal riciclaggio degli pneumatici e delle camere d’aria si ottengono materie prime con le quali generare nuovi prodotti, per esempio la pavimentazione dei parchi giochi che consente di ridurre gli effetti delle cadute o le piste per l’atletica.

Per effetto dell’entrata in vigore del decreto legislativo 116 del 2020, dall’anno prossimo i criteri di classificazione di alcuni rifiuti derivanti dalle attività economiche cambieranno, ma camere d’aria, flap e pneumatici a fine vita dovranno sempre raccolti da imprese autorizzate.

 

Le norme vigenti consentono alle imprese di affidare questo genere di rifiuti al concessionario del servizio pubblico di raccolta solo se il regolamento comunale ha specificamente previsto di assimilarli ai rifiuti urbani, ma pochi Comuni hanno fatto questa scelta.

 

Dal primo gennaio 2021, invece, pneumatici e camere d’aria delle biciclette non potranno più essere gestiti dalle aziende incaricate dal Comune perché non sono compresi nel nuovo elenco dei rifiuti urbani prodotti dalle attività economiche.

 

Le imprese che utilizzeranno il servizio pubblico di raccolta, inserendo i rifiuti della riparazione delle biciclette nei sacchi o nei contenitori della frazione non differenziata dei rifiuti, commetteranno un reato. Più precisamente il reato di gestione non autorizzata di rifiuti, punito, nel caso dei rifiuti non pericolosi, con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. Lo stabilisce l’articolo 1, comma 249, della legge 147/2013, disponendo che: «Al conferimento al servizio pubblico di  raccolta  dei rifiuti urbani di rifiuti speciali  non  assimilati,  in  assenza  di convenzione con il comune o  con  l'ente  gestore  del  servizio,  si applicano le sanzioni di cui all'articolo 256, comma 2,  del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».

 

Il riciclaggio degli pneumatici, delle camere d’aria e dei flap delle biciclette consente di ottenere nuovi materiali e di risparmiare risorse naturali. Ciononostante la norma che ha istituito  il sistema di raccolta differenziata e riciclaggio dei pneumatici per veicoli, finanziato dai produttori di questi beni, non comprende però i copertoni e le camere d’aria delle biciclette.

 

Con l’entrata in vigore delle nuove norme le piccole imprese artigiane di riparazione delle bici che producono rifiuti non pericolosi e non hanno più di dieci dipendenti saranno esonerate dall’obbligo di istituire e annotare periodicamente il registro di carico e scarico e sarà confermata anche l’esenzione dall’onere di iscriversi al registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI). Non sono previsti né registri di carico e scarico né RENTRI per i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività commerciali, ma anche i commercianti, ovviamente, sono obbligati ad affidare i rifiuti a imprese autorizzate.

 

 

Paolo Pipere

consulente giuridico ambientale

 

Foto di paulracko da Pixabay