Rifiuti, FiseAssoambiente: Export speciali, mercato da 200 mln
Il Velino
Dal Rapporto di Fise Assoambiente dedicato al movimento transfrontaliero dei rifiuti speciali emerge un quadro piuttosto particolare: La produzione dei rifiuti speciali nel nostro Paese è pari a 107 milioni di tonnellate, 55 milioni se si escludono i rifiuti da costruzioni. Ne vengono esportati un tre per cento (circa 1,9 milioni di tonnellate) mentre l’import riguarda 1,4 milioni di tonnellate. Mentre l’Italia importa materiali destinati al riciclo come per esempio grandi quantità di legno (destinate prevalentemente alle regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna che hanno impianti di recupero), le esportazioni nascono a valle del settore siderurgico e dei processi termici e dall’incenerimento dei rifiuti urbani. “Il valore dell’export vale circa 180-200 milioni di euro” aggiunge il presidente del settore rifiuti industriali di Assoambiente Margherita Gorio. La meta preferita è la Germana (47 per cento del totale dell’export dei rifiuti speciali e la quasi totalità di quello dei rifiuti speciali pericolosi), seguita dalla Grecia (18 per cento), Regno Inito (10 per cento), Cina (8 per cento) e Francia (4 per cento). Sul piano territoriale, dalle regioni del Nord si esporta complessivamente quasi il 60 per cento del totale e, in particolare, quasi l’80 per cento dei rifiuti speciali pericolosi. Dal centro si esporta il 6 per cento del totale dei rifiuti, mentre dal Sud arriva il 32 per cento del totale dei rifiuti esportati. Anche per aspetti connessi alla industrializzazione, il primato regionale spetta alla Lombardia che produce il 32 per cento del totale esportato, seguita dalla Puglia con il 22 per cento, dal Piemonte con l’11 per cento e dal Veneto con il 7 per cento.
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