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L’ecologia è una cosa seria

L’ecologia è una cosa seria

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L’ecologia è una cosa seria

Mai come in questi ultimi mesi la pubblicità ci ha bombardato di numeri relativi alla produzione di anidride carbonica da parte di qualsivoglia attività umana. L’impatto zero spopola e i dispositivi per la riduzione delle emissioni spuntano come i funghi, andando quasi naturalmente ad affiancare, completandone la funzione, quelli studiati per ridurre i consumi. Emblematico da questo punto di vista il settore dell’auto che, in crisi conclamata, sfrutta ampiamente a scopo promozionale e di immagine una comunicazione tutta incentrata su eco-messaggi. D’altra parte l’ultima edizione del salone dell’auto di Ginevra (5-15 marzo 2009) ha visto ridursi drasticamente le supercar in esposizione a vantaggio di modelli alla portata di tutti e di concezione rigorosamente ecologica.
Ma a voler ben guardare il protocollo di Kyoto, che obbliga i Paesi firmatari alla riduzione – nel periodo 2008-2012 – delle emissioni di gas serra nella misura di almeno il 5% rispetto ai livelli registrati nel 1990, risale al 1997.
L’impressione è che a imprimere una svolta così decisa in senso ecologico alla progettazione e alla produzione delle auto siano stati l’incremento del prezzo dei carburanti prima e la crisi economica mondiale poi. Motivi, cioè, molto più contingenti, e al tempo stesso molto meno legati a nobili ideali, rispetto alla volontà di rispettare la natura.
Fatto sta che ormai non c’è casa automobilistica che non decanti le performance ambientali dei propri veicoli. Un esempio? Un dispositivo per la guida ecologica montato su alcuni modelli di una nota casa automobilistica italiana consentirebbe di ridurre del 15% le emissioni di anidride carbonica e di risparmiare da 120 a 200 euro l’anno sul consumo di carburante (dati marzo 2009). E se la nostra auto non è dotata di tali dispositivi? Possiamo ugualmente valutare quanto sia ecologica la nostra guida. Un software gratuito scaricabile dal sito internet della casa costruttrice di uno dei più diffusi navigatori satellitari incamera dati sul nostro stile di guida e al termine del percorso addirittura ci dà il voto!
Anche il trasporto pubblico non è immune alla comunicazione green. Trenitalia dichiara che, una volta completate le linee Tav da Torino a Salerno, esse sottrarranno al traffico autostradale e a quello aereo un numero tale di passeggeri da ridurre di 2,5 milioni l’anno le tonnellate di anidride carbonica emesse in Italia. Cifre da capogiro, non ci è dato sapere quanto reali. Ma tocca fidarsi.
In un momento in cui l’opinione pubblica ha più che mai bisogno di concretezza, si sta forse correndo il rischio di vendere fumo (o forse sarebbe meglio dire gas, visto che di anidride carbonica si sta parlando) per l’ennesima volta. Ma l’ecologia è una faccenda seria, non un gingillo da mass media con cui stupire.
Sicuramente più interessanti, perchè più circostanziati e basati su interviste a professionisti del settore, i risultati di un sondaggio condotto nel dicembre 2008 dall’American Society of Mechanical Engineers (Asme) in collaborazione con Autodesk, leader mondiale nella fornitura di design software per i settori industriale, architettonico ed edilizio. Scopo del sondaggio era valutare l’impatto della progettazione sostenibile sull’ingegneria meccanica e sui processi di fabbricazione nelle industrie dei settori automobilistico e dei trasposrti, delle macchine industriali, dei prodotti di consumo e dell’energia.
Sono stati intervistati per via telematica 50.000 professionisti affermati (il 60% dei quali con vent’anni di carriera alle spalle) e 18.000 studenti, tutti iscritti all’Asme. Due terzi degli intervistati ha dichiarato di adottare come priorità in sede di progettazione il ricorso a fonti rinnovabili e a materiali riciclati e riciclabili, nonchè la riduzione degli sprechi in fase di progettazione. E Thomas G. Loughlin, Executive Director di Asme, ha affermato: “Asme vuole porsi come punto di riferimento nel dibattito tra ingegneri, legislatori e industrie per assicurare che ognuno stia remando verso la stessa direzione in materia di ingegneria sostenibile”.
Concludiamo con una nota divertente, anche se dai potenziali risvolti importanti. Dal 7 al 9 maggio prossimi si corre sul circuito tedesco Eurospeedway di Lausitz la Shell Eco-marathon. In gara le soluzioni per una mobilità sostenibile ideate da 200 team europei di progettazione. A vincere non è chi arriva prima, ma chi percorre la distanza stabilita con i minori consumi e le minori emisssioni. Tra prototipi e urban concept, ce n’è per tutti i gusti. Insomma, una bella vetrina dell’umano ingegno.

Costanza Fregoni
Ufficio Stampa ESO

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