Dai rifiuti si costruiranno strade
Il Tirreno
PIOMBINO. Ci sono voluti dieci anni, ma finalmente il nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti industriali della Tap è operativo. Ieri, in località Ischia di Crociano, si è tenuta l’inaugurazione della piattaforma polifunzionale che, quando marcerà a pieno regime, trasformerà 360mila tonnellate all’anno di rifiuti industriali, di cui 200mila arriveranno dallo stabilimento Lucchini. Tra le personalità presenti il presidente di Tap e Asiu Fulvio Murzi, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, quello di Suvereto Giampaolo Pioli e l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, oltre a numerosi rappresentanti dell’imprenditoria locale, delle istituzioni, sindacati e forze dell’ordine. Il nuovo impianto è nato originariamente per risolvere il problema dello smaltimento delle scorie legate alle produzioni industriali. Problema sentito nel nostro territorio, dal momento che la produzione di rifiuti industriali delle aziende rappresenta un quinto del totale di quelli prodotti in Toscana. In sostanza la piattaforma polifunzionale Tap produrrà miscele idrauliche catalizzate, attraverso il trattamento di alcuni dei rifiuti generati dai cicli interni delle acciaierie, tra cui loppe, polveri di altoforno, polveri di acciaieria, fanghi di altoforno e scorie di acciaieria. Materiali che saranno miscelati con inerte e reattori, in modo da realizzare prodotti commercializzabili e idonei per opere civili quali i sottofondi stradali. Il costo finale del nuovo impianto ammonta a circa 12 milioni, per la metà finanziati attraverso i fondi del docup regionale e per metà dalla stessa società Tap, le cui quote sono detenute al 24,9% dal Gruppo Lucchini e per il resto dalla società partecipata Asiu. Inizialmente la piattaforma Tap viaggerà a un ritmo di 50mila tonnellate all’anno, arrivando a pieno regime entro metà del 2010, periodo che dovrebbe coincidere con la ripresa delle produzioni siderurgiche. «È un progetto datato oltre dieci anni, nato da un’intuizione degli amministratori locali – ha spiegato Fulvio Murzi – ci sono stati ritardi anche colpevoli, ma in questo modo il progetto ha acquisito un significato più completo.
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