Lega Spa. La “family”, i soldi del Carroccio e il nuovo corso di Maroni
Il Sole 24 Ore
Riuscira la Lega Nord a sopravvivere a se stessa senza piu il suo fondatore in prima linea? Ce la fara Roberto Maroni a raccogliere l’eredita bossiana? Una cosa e certa: questo libro illustra, o meglio ricorda, come anche nel movimento padano si siano infiltrati quel familismo e quel malaffare che e stato sempre violentemente rimproverato dai leghisti agli altri partiti dell’arco costituzionale, fino addirittura a legami poco chiari con la ‘ndrangheta calabrese da parte di qualche esponente del Caroccio (come l’ex tesoriere Francesco Belsito). La supposta “diversita” padana si e squagliata come neve al sole sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. La crisi del partito, ricorda l’autore, si e acuita a partire dal 2004, l’anno della malattia che ha colpito il leader Bossi, da li in poi affiancato, protetto ma anche isolato, dal “cerchio magico” costituitosi attorno alla moglie Manuela e alla brindisina Rosy Mauro. Qualcosa, pero, cominciava a scricchiolare gia prima nella Lega, come la situazione finanziaria: il movimento, pieno di debiti, costituira nel 2001 – scrive Da Rold – una nuova alleanza politica con Forza Italia anche grazie a un assegno miliardario staccato dal partito di Silvio Berlusconi, e successivamente, con il suo ex tesoriere Balocchi (morto nel 2010), sara uno dei partiti piu attivi nel redigere la nuova legge sui rimborsi elettorali che ha fatto indignare l’opinione pubblica in questo 2012 e incassare ai partiti decine di milioni di euro negli anni. L’affaire Belsito – ossia la gestione dei soldi della Lega da parte dell’ex tesoriere Francesco Belsito – e un altro dei temi piu interessanti del libro di Da Rold. Un uomo dal passato ambiguo riesce a impossessarsi della cassa di un partito che puo vantare esponenti piu che qualificati in campo economico (Giancarlo Giorgetti, Giancarlo Pagliarini), tentando investimenti in Tanzania, movimentando soldi in direzione di Cipro e attirando l’attenzione della magistratura che sospetta operazioni di riciclaggio di denaro sporco di provenienza mafiosa. Questo proprio in casa Lega, dopo che l’ex ministro Maroni aveva dichiarato che la mafia al Nord non esiste! Inoltre ci sono le confessioni della segretaria del partito, Nadia Dagrada, con le rivelazioni sulle spese di Rosy Mauro e della famiglia Bossi…. tutte grazie ai soldi pubblici dei rimborsi elettorali, mentre nel partito pare nessuno sapesse nulla. Inevitabilmente scoppia lo scandalo. Dopo queste vicende, che hanno terremotato i vertici della Lega, e ora il turno di Roberto Maroni. A lui e affidato il compito di rinnovare il partito dopo la sua crisi e di renderlo nuovamente presentabile agli elettori e ai militanti delusi. C’e da ritenere che ripartira ancora una volta dal territorio, dai sindaci e dai governatori, tradizionali punti di forza del Carroccio, ben piu dell’apparato del partito, come si e visto. E i delfini del Senatur? Verosimilmente saranno lasciati al loro destino, come le Trote… Alessandro Da Rold Lega Spa Edizioni Cento Autori, pagg. 160, Euro 9,90
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