Riciclo e tecnologie, come cambia il mercato delle plastiche cinesi
Greenreport.it
La New rainbow recycled materials technology co. Ltd, colosso del riciclo di materie plastiche del Guandong, con sede a Shenzhen, capoluogo di una delle tante zone economiche speciali cinesi, ha visto le sue importazioni di bottiglie in Hdpe scendere di almeno il 20% nel 2012, mentre il governo della Repubblica Popolare ha usato la mano pesante per importare rifiuti di plastica nel paese. La New rainbow non e sola. Anche la Lung Shing International Group Ltd., con sede a Hong Kong, ha avuto un calo del 30% delle importazioni di rifiuti plastici attraverso il porto di Guangzhou, ma Alex Xie, direttore generale della fabbrica si considera fortunato perche questo risultato e ben al di sotto del 50% di calo complessivo in tale porto. I costi sono aumentati molto, ha detto Xie in un’intervista al periodico americano Plastic News. I governi locali in tutta la Cina hanno cominciato una lotta dura con i riciclatori di plastica del Paese, cercando di ridurre l’inquinamento da un settore che opera spesso senza un adeguato trattamento delle acque reflue e di altri controlli ambientali. E stato l’argomento principale per i relatori e partecipanti alla conferenza-esposizione “ChinaReplas2012”, che si e tenuta nell’ultimo scorcio dell’anno ormai trascorso, a Pechino; i rappresentanti del settore si sono riuniti per ascoltare i funzionari di governo discutere i loro ultimi progetti, che includono piu severe norme in materia di importazione di rottami di plastica e la chiusura di aziende senza licenza. Guan Aiguo, presidente e Ceo di China recycling development Co. Ltd. (nonche presidente di China resource recycling association), ha detto che il settore subira una ristrutturazione drammatica nei prossimi tre-cinque anni con l’aumento dei costi a causa delle normative per ridurre l’inquinamento. In un discorso alla conferenza, ha detto che il 99% delle aziende cinesi che operano con rottami di plastica non dispongono di attrezzature per trattare correttamente l’acqua che utilizzano nelle loro fabbriche. Molti degli impianti di riciclaggio sono gestiti da contadini, senza l’ausilio di nessuna tecnologia e non sono luoghi sicuri per lavorare, ha confermato nella stessa intervista. Guan ha confessato anche che lui stesso ha difficolta a visitare queste fabbriche per piu di 10 minuti a causa delle loro condizioni ambientali, ma molte persone ci trascorrono ore al giorno e si ammalano dopo anni di lavoro: sacrificano la loro salute per i soldi. Fortunatamente, anche grazie alle pressioni internazionali (la Cina e entrata da poco nel Wto – l’Organizzazione mondiale del commercio) si stanno aprendo parchi industriali per impianti di riciclaggio e di trattamento delle acque e altre strutture con presidi ambientali e vigilanza antincendio. Tali parchi sono parte della strategia del governo cinese per sostenere la propria economia (incrementando l’export) e per la riqualificazione ambientale di un’industria nata e sviluppatasi troppo in fretta. Ma questo calo sulle importazioni di rifiuti plastici non e stato generalizzato e ha interessato principalmente le aree di Hong Kong e Shenzen perche storicamente sono state quelle piu “permissive” e con i controlli piu tenui. Il calo dell’importazione e quindi dovuto non ad un rallentamento dell’economia cinese ma solo ad un aumento dei controlli alle dogane e degli ispettori ambientali ministeriali sulle imprese di riciclo. Infatti negli altri grandi porti di importazione (principalmente dal Giappone e dalla Corea) di materie plastiche da rifiuto, come Shanghai e Tianjin, i flussi di materie plastiche non solo non hanno subito flessioni ma hanno invece registrato incrementi anche del 40% rispetto all’anno precedente. Comunque, le aziende cinesi paiono aver compreso che solo attraverso la sfida tecnologica potranno competere sui mercati internazionali perche gli standard di qualita richiesti dall’Occidente (e anche dalle nuove norme nazionali) non possono piu permettersi di processare plastiche di scarsa qualita e di produrre con sistemi obsoleti, inquinanti e pericolosi per la salute. Infatti, alla conferenza di Pechino sopra richiamata i produttori e riciclatori di materie plastiche hanno ribadito che intendono specializzarsi sui polimeri pregiati (Pet e Hdpe) andando progressivamente ad impiantare nuove linee produttive ed utilizzando tecnologie al passo con i tempi.
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