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Cina: l’aria è veleno

Cina: l’aria è veleno

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Cina: l’aria è veleno
Dalla metà di gennaio, le autorità sanitarie di Pechino hanno invitato i 20 milioni di abitanti della città a ridurre al minimo le attività all’esterno delle proprie abitazioni e luoghi di lavoro, a causa della densa cappa di smog che incombe sulla capitale cinese.
Martedì, nella zona del villaggio olimpico di Pechino, le polveri sottili raggiungevano 421 microgrammi per metro cubo, quasi 17 volte il livello massimo accettabile secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Secondo quanto riferito dal ministero della Protezione ambientale, nei giorni scorsi la nube di smog in Cina copriva una superficie di 1,3 milioni di chilometri quadrati.
Il South China Morning Post rivela che lo stato di grave inquinamento atmosferico è stato registrato in città del nord, come Pechino e Shijiazhuang, e in città del sud, come Wuhan e Chengdu.

La situazione attuale di Pechino, è dovuta a una combinazione di fattori metereologici e all’aumento delle emissioni inquinanti, causate tra l’altro dall’aumento dei veicoli a motore in circolazione, passati dai 3,13 milioni del 2008 ai 5,18 milioni attuali. 
Le autorità hanno già preso una serie di misure, per cercare di migliorare l’aria: 130 fabbriche sono state chiuse ed è stata vietata la circolazione al 30% delle auto.
Inoltre, sono stati cancellati diversi voli nazionali e internazionali e nove autostrade perchè, oltre a provocare danni alla salute, il livello di inquinamento rappresenta un grosso ostacolo alla visibilità.

Pan Shiyi, membro del congresso del popolo locale, dopo aver fatto un piccolo sondaggio tra i suoi 14 milioni di follower sul social network Weibo, ha dichiarato di voler proporre un disegno di legge per migliorare la qualità dell’aria.
Sembra infatti che 25 mila persone (il 99% di coloro che si sono espressi) abbiano appoggiato la sua idea per giornate senz’auto, standard più elevati per i carburanti, severe restrizioni sulle emissioni dei gas industriali e dei gas di scarico, oltre che più efficaci protezioni per il pubblico.

La Cina sembra quindi vicina a una svolta democratica che passa via web ed in particolare via social network, dove la gente viene ascoltata e può proporre soluzioni.
Queste giornate di grande emergenza, potranno servire da monito a città come Pechino, che passano continuamente il limite del consentito sotto gli occhi del mondo, e fanno ancora troppo poco per diventare sostenibili.



Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO

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