Con i passaggi del suo discorso sullo Stato della Nazione avvenuto ieri, Obama ha parlato di lotta alle armi, ritorno dei soldati dall’Afghanistan, Medicare e anche di ecologia.
Il Presidente non si è dimenticato dell’ambiente, ma ha lanciato un secco allarme rispetto al riscaldamento globale, specificando che è il momento di fare di più per contrastare i cambiamenti climatici, prima che sia troppo tardi.
L’invito al Congresso è quello di iniziare una densa stagione di riforme che vadano quindi in vari sensi.
Occorre bloccare i privilegi, riformare il sistema scolastico, scommettere sulle rinnovabili, lottare contro il cambiamento climatico, aprirsi di più verso l’immigrazione, contrastare i fenomeni devianti causati dal possesso di armi.
Il quarto discorso sullo Stato dell’Unione parla di clima e ambiente.
Obama è deciso ad intervenire in prima persona sul tema, in caso il Congresso attenda troppo: userà i poteri dell’esecutivo per dare un taglio alle emissioni di CO2 e per investire maggiormente sulle rinnovabili, riducendo di metà i consumi energetici delle case americane.
Intanto per domenica è previsto un raduno di attivisti a Washington.
Si tratta di un centinaio di associazioni ed organizzazioni, che puntano a mettere in atto la più grande manifestazione mai vista sui cambiamenti climatici.
La richiesta è di un segnale concreto da parte di Obama, soprattutto ora, dopo il suo discorso.