Un’indagine della Procura di Napoli mette sotto accusa la mancata bonifica di Bagnoli. Su richiesta del pm Stefania Buda, è stato disposto il sequestro dell’area dell’ex Italsider ed ex Eternit.
Il provvedimento è stato emesso dal collegio dell’ufficio Gip presieduto da Bruno D’Urso.
Il pm Buda, con il coordinamento dei procuratori aggiunti Francesco Greco e Nunzio Fragliasso, ipotizza i reati di disastro ambientale e truffa.
Gli indagati sono 21 fra i quali ex vertici di Bagnolifutura, funzionari Arpac e del Ministero dell’Ambiente.
Il decreto di sequestro è stato notificato dai carabinieri del comando provinciale e dai carabinieri del Noe.
I giudici hanno individuato come custode dell’area l’attuale presidente di Bagnolifutura, il magistrato in pensione Omero Ambrogi (estraneo all’indagine).
Sostanze inquinanti, in particolare idrocarburi, sarebbero finite in mare nel corso di diversi anni.
Ciò ha provocato un disastro ambientale, determinando una situazione di pericolo per l’ambiente e per l’uomo derivante dallo sversamento in mare di pericolosi inquinanti cancerogeni provenienti da monte.