Plastica, spedizione nella discarica del Pacifico più grande del mondo
Pontinia ecologia e territorio
Il settimo continente non può essere individuato con i satelliti. Bisogna andare sul posto per studiarlo, con un’imbarcazione e particolari strumenti di misurazione. Ed è un po’ incredibile che i primi a farlo siano dei francesi, non proprio direttamente toccati dal problema.
48 anni, membro della Società degli esploratori francesi, ex pompiere, originario della Guyana, Deixonne si imbatte nel problema nel 2009, attraversando il Nord del Pacifico durante una traversata a remi in solitaria. Da allora ha deciso di farne una crociata personale.
Domani parte con un’imbarcazione in compagnia di specialisti, una biologa in particolare, mentre un’equipe di ricercatori li assisterà da terra. “Vogliamo effettuare misurazioni in più punti, per paragonare la concentrazione e la natura dei rifiuti”, ha precisato. In 6-7 giorni, partendo dalla costa californiana, dovrebbe raggiungere l’area più interessata dal fenomeno.
Tutti via Internet potranno seguire in tempo reale la spedizione. Sarà anche installata una sonda su una boa derivante, per permettere una prima cartografia del problema. La spedizione, in realtà, avrebbe dovuto partire già l’anno scorso. Ma l’imbarcazione di Deixonne era stata bloccata in partenza da un guasto alla pompa dell’acqua, prodotto da una busta di plastica. Sistemato quel problema, in seguito una rete di pesca aveva provocato la rottura del timone. “Ma problemi del genere, dovuti all’eccesso di plastica in acqua – ha sottolineato l’esploratore -, sono sempre più frequenti in questa parte del mondo”.
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