La legislazione ambientale è ormai entrata a far parte della vita delle piccole imprese.
Anche le acque di scarico di attività che apparentemente non destavano preoccupazione, come quelle delle pasticcerie, devono essere considerate e trattate come “acque reflue industriali” secondo il Testo Unico Ambientale.
Oggetto di una Sentenza della Corte di Cassazione (Sentenza n. 22436/2013) è una pasticceria alla quale era stato contestato lo scarico di acque reflue in pubblica fognatura senza necessaria autorizzazione.
Di fronte alla sanzione applicata, il proprietario dell’attività ha presentato ricorso, giudicato però inammissibile dalla Cassazione.
La norma, infatti, definisce acque reflue industriali qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti dalle acque reflue derivanti dal metabolismo umano o dalle acque meteoriche di dilavamento.
Per questo motivo, tali acque necessitano di un’autorizzazione allo scarico di tipo industriale e non devono essere assimilate a scarichi domestici.
È importante quindi saper valutare lo scarico prodotto da ogni singola attività, per non incorrere in spiacevoli sanzioni !