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Spreco di cibo: il ristorante che serve solo scarti

Spreco di cibo: il ristorante che serve solo scarti

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Spreco di cibo: il ristorante che serve solo scarti

Cina, Mongolia e Kazakistan: la quantità di cibo sprecata nel mondo ogni anno coprirebbe questa area geografica. L’ultimo rapporto della Fao (rilasciato a metà settembre) ha infatti stimato in 1,4 miliardi di tonnellate la quantità di rifiuti alimentari non consumati – pari a un terzo di quello che viene prodotto e a una perdita di 750milioni di dollari in un anno (circa 570milioni di euro).

     La metà degli sprechi avviene, a differenza di quanto si possa pensare, a monte, durante le prime fasi di produzione.

     È quello che ha deciso di fare un gruppo di volontari a Copenaghen aprendo il ristorante «Rub & Stub», il primo impegnato a combattere lo spreco di cibo, servendo piatti usando ciò che non è venduto dalle aziende. «Abbiamo tutti lavorato in cucine o supermercati e abbiamo visto quanto cibo viene buttato via ogni giorno», ha detto una delle co-fondatrici, Sophie Sales. In Danimarca il fenomeno dei freegan, ossia coloro che recuperano cibo dalla spazzatura, è frequente, ma da Rub & Stub non si usano gli scarti, ma ciò che, per varie ragioni, non può essere venduto (questione estetica della merce, eccessi di produzione o vicinanza alla data di scadenza). Nel ristorante lavorano un cuoco e un manager, mentre il resto del personale è formato da volontari e i profitti vengono devoluti in beneficienza a tre associazioni attive in Sierra Leone.

     Per ora la maggior parte delle donazioni di cibo arriva da due catene di supermercati danesi, ma i volontari stanno lavorando per cercare nuovi fornitori: «Speravamo di ottenere alcune offerte quest’estate, prima dell’apertura, ma è un concetto completamente nuovo e i fornitori erano scettici sulla riuscita del progetto», hanno dichiarato i responsabili.

     Così, a poche settimane dall’apertura, capita ancora che il manager del ristorante debba far comprare qualche alimento per completare il menù (che ogni giorno cambia in base a quello che arriva al locale), ma l’intenzione è di coprire al 100% i bisogni del ristorante.

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