Il giardino segreto “riciclato” in India
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Un giardino costruito di nascosto da una persona sola, in mezzo alla foresta, con la paura di essere scoperto per essersi appropriato illegalmente di un pezzo di terreno.
Il signor Chand aveva capito, osservando la natura, come nel suo ciclo nulla andasse perso, come ogni elemento, terminata la sua funzione attiva, venisse trasformato e riciclato in qualcosa di nuovo. Se questo era possibile in natura, pensò Chand, perché non dovrebbe esserlo anche nel mondo artificiale costruito dagli uomini?
Chand prese a collezionare spazzatura di ogni sorta, che tutte le sere trasportava a casa sul retro della sua bicicletta. Ben presto fu necessario cercare un altro luogo in cui custodire le sue opere e così decise di appropriarsi illegalmente di un piccolo pezzo di terra nella fitta foresta che cresceva dietro a casa sua, nella periferia di Chandigarh.
Oggi il Rock Garden, il giardino roccioso di Chand, copre una superficie di 25 ettari . È un mondo immaginario in cui si fondono, con garbo e sapienza, strutture post-moderne ispirate all’architettura di Le Corbusier e torrette a cupola, reminiscenza di antichi palazzi in stile indo-saraceno, adornati di variopinti mosaici e splendide fontane di roccia e cemento. A dare vita a questo mondo, le sue statue che raccontano altrettante storie dell’India, storie di uomini e donne dei villaggi, di principi e cortigiane, di asceti e devoti che lavano i propri peccati nelle acque delle fontane artificiali.
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