Greenwoolf: un progetto per trasformare i vecchi maglioni in fertilizzante per l’orto
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Greenwoolf propone la trasformazione in fertilizzanti agricoli degli scarti della lavorazione della lana e dei capi di abbigliamento ormai giunti a fine vita. Secondo quanto comunicato dall’Ismac, esistono lane di così bassa qualità da non poter essere utilizzate per la produzione di abiti o di tessuti convenzionali.
Forse non tutti sanno che la lana, un sottoprodotto dell’allevamento di ovini per la produzione di carne e di latte, rappresenta un vero e proprio rifiuto (categoria 3), che necessita di essere smaltito come rifiuto speciale, un’operazione che richiede costi notevoli. La lana non può essere abbandonata nei campi. Si tratta di un’azione illegale e che può portare al rischio di diffusione di malattie.
Trasformare la lana di scarto in fertilizzante agricolo è dunque un procedimento che permette di riciclare una biomassa risolvendo il problema dello smaltimento di un rifiuto particolare. Greenwoolf si pone tra i propri obiettivi la riduzione della quantità di lana di scarto abbandonata in modo illegale o conferita alle discariche.
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