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SOS norme europee per i rifiuti di plastica

SOS norme europee per i rifiuti di plastica

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SOS norme europee per i rifiuti di plastica

“É economica, versatile, leggera, resistente. Tuttavia, queste stesse caratteristiche la rendono difficile da smaltire”. Una definizione che ben fotografa il suo impiego nei più svariati settori produttivi all?interno di una situazione divenuta insostenibile. Si tratta della plastica, e così ne parla l?Unione Europea in una nota, delineando un problema scottante. Per questo la Commissione europea, con il contributo di esperti, ha elaborato una strategia per il riesame della normativa sui rifiuti di plastica presentata in un apposito Libro verde.

In sostanza viene sì riconosciuto il ruolo importante dei materiali plastici per tutta la società, ma anche la presenza di problematiche relative allo smaltimento di cui non è più possibile non tener conto a partire dalla stessa normativa UE. La direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE, contenente un obiettivo di riciclaggio generale per i rifiuti domestici da applicarsi anche ai rifiuti di plastica, ormai non basta più.

Numeri importanti ? Attualmente la metà dei rifiuti in plastica nell?UE finisce nelle discariche, nonostante il proposito della stessa Unione di eliminarle progressivamente entro il 2020.

E soltanto il 21,3% dei rifiuti in plastica risulta riciclato.

“L?accumulo di plastica nelle discariche ? evidenzia la Commissione Europea ? può causare problemi futuri, in quanto tale materiale può contenere componenti pericolosi che potrebbero emettere sostanze nocive e rilasciare residui inquinanti”.

Gli attuali bassi livelli di riciclaggio della plastica sono inversamente proporzionali all?esportazione dei rifiuti al di fuori dell?Unione Europea
U
n danno che non risparmia l?ambiente marino, dal momento che l?80% di tutti i rifiuti presenti nei mari e negli oceani del pianeta è di plastica. “Si tratta non solo di una grave minaccia per la biodiversità marina, ma anche di un veicolo che permette agli interferenti endocrini di penetrare nella catena alimentare, con potenziale pericolo per la salute umana”. Questo perché negli ultimi anni la produzione mondiale di plastica ha raggiunto il picco. Se nel 1950 si parlava di 1,5 milioni di tonnellate, oggi tocca i 245 milioni di tonnellate.

Ma il Libro Verde “Una strategia europea per i rifiuti di plastica nell?ambiente” non fa propria solo la voce dell?ambientalismo. Vantaggi economici concreti potrebbero derivare, infatti, da più elevati tassi di riciclaggio della plastica. Perché gli attuali bassi livelli sono inversamente proporzionali all?esportazione dei rifiuti al di fuori dell?Unione Europea, pratica finora ritenuta vantaggiosa ma che in realtà succhia, oltre a risorse non rinnovabili, posti di lavoro.

“Se i tassi di riciclaggio raggiungeranno il 70% entro il 2020, si potrebbero creare nell?UE altri 162mila posti di lavoro”.

Una chance che diventerà dovere dal 2015: a partire da allora i Paesi europei saranno obbligati a rafforzare gli obiettivi di riciclaggio e promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti di plastica. Buone pratiche che gli stessi amministratori sono chiamati ad adottare. Ecco che sotto la lente finiscono anche gli appalti pubblici cosiddetti ?verdi?, che andranno a favorire sempre di più le produzioni di plastica riciclata.

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