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La strategia per una vita senza rifiuti in Germania: Zero Waste

La strategia per una vita senza rifiuti in Germania: Zero Waste

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La strategia per una vita senza rifiuti in Germania: Zero Waste

La Germania è in testa alle altre nazioni europee in termini di riciclo, con una percentuale di circa il 70%, che viene recuperata e riutilizzata con successo ogni anno. La strategia vincente Zero Waste è frutto della collaborazione tra le parti del governo, l’industria e i cittadini, parti attive nella prevenzione, recupero e smaltimento dei rifiuti, compatibilmente con l’ambiente. Gran parte del processo di smaltimento e/o riciclaggio in Germania è gestito direttamente dalle industrie, costrette a formulare sempre più nuovi sistemi, atti a ridurre le dispersioni e facilitare le operazioni.

L’obiettivo primario di Zero Waste è quello di ridurne la quantità, o facilitarne la cernita, produrre emissioni più basse possibili e minimizzare gli sprechi. La riduzione dei rifiuti è perciò la priorità assoluta, a monte di un’elevata produzione annua, incoraggiando le imprese a partecipare attivamente e, qualora non fosse possibile, ad assicurarne il riciclaggio o la conversione in energia; infine, i rifiuti che non possono essere recuperati dovranno essere smaltiti in modo sicuro, per l’ambiente.

Nel 1991, la Germania ha adottato il decreto “Verordnung über die Vermeidung von Verpackungsabfällen” (Ordinanza sulla prevenzione dei rifiuti di imballaggio) il quale impone a tutti i produttori di raccogliere e, quindi, riciclare o riutilizzare le confezioni dopo che sono state smaltite dai consumatori; le aziende diventano responsabili per i loro imballaggi fino al termine del loro ciclo di vita, incoraggiati a confezionare merci con meno materiali, in modo da minimizzare i costi di riciclo e smaltimento.

I produttori pagano una quota per diventare membro del Duales System Deutschland GmbH ed essere quindi autorizzati a stampare il marchio Der Grüne Punkt (Punto Verde) su tutti i loro imballaggi, garantendone la qualità. Le tasse vengono decise in base al materiale, il peso e il numero di elementi che lo compongono. Il DSD prende in considerazione anche quanto costerà raccogliere, ordinare, trattare e riciclare i diversi materiali.

Una volta raccolti i rifiuti, la maggior parte è trasferita direttamente ad un impianto di smistamento, dove le parti riciclabili vengono separate a quelle non riciclabili. I materiali che, principalmente, vanno agli impianti di smistamento sono carta e cartone, imballaggi, prodotti tessili e calzature, rifiuti ingombranti, rifiuti pericolosi, rottami metallici, elettronici e batterie.

Da un impianto di cernita, il materiale viaggia in direzioni diverse, ad esempio: la carta va in cartiera, il vetro va a un impianto di trasformazione e successivamente in vetreria, i capi d’abbigliamento ai distributori di seconda mano. Tutto ciò che non può essere riciclato verrà incenerito o sottoposto a trattamento meccanico/biologico, prima di essere portato in una discarica. Nel 1970, la Germania contava circa 50.000 discariche, oggi sono meno di 200, grazie a normative più severe e una richiesta in calo.

La nazione tedesca sta lavorando per diventare un paese rifiuti zero entro il 2020, pronta a conquistare l’ultima frontiera nel campo della sostenibilità. Entro il 2030, spera di trovare un modo per riutilizzare ogni elemento presente nei prodotti. Il raggiungimento di questo obiettivo rifiuti zero renderebbe il paese al 100% sostenibile ed eliminerebbe totalmente la necessità di avere discariche.

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