Il 22 aprile si è celebrata in tutto il mondo l’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra, iniziativa nata nel 1970 con l’intento di sensibilizzare anche i paesi più industrializzati sul tema dell’impatto ambientale. Tanti sono stati gli eventi che hanno dato lustro alla giornata della Terra in tutte le parti del mondo.
Il tema scelto per questa 44esima edizione dall’Earth Day Network è stato quello delle GREEN Cities, le città verdi, città più vivibili, più sostenibili e rispettose dell’ambiente.
La priorità è salvaguardare il pianeta e la chiave per farlo è data dalla GREEN economy, che sfrutta la crisi economica per costruire un mondo migliore. Un’economia ambientale e sostenibile, costruita su un modello circolare di riutilizzo immediato di ciò che si usa, sulla diminuzione delle emissioni nocive per migliorare la qualità della vita e frenare i cambiamenti climatici, sulla limitazione degli sprechi e sulla difesa dell’ecosistema.
Nel nostro Paese già oggi esiste un’Italia GREEN costituita da 328.000 aziende (22% delle imprese totali) e 3 milioni di lavoratori “verdi” (13,3% dell’occupazione totale). Grazie a questa GREEN Italy sono stati prodotti nel 2012 oltre 100,8 miliardi di valore aggiunto, pari al 10,6% dell’economia nazionale.
Non a caso il Corriere della Sera ha intervistato proprio nel giorno dell’Earth Day, Nicolas Meletiou, managing director di ESO, sul tema di riciclo e di riutilizzo di ciò che si usa.
L’articolo, scritto da Riccardo Bruno sul Corriere della Sera del 23 aprile 2014, dal titolo “Riciclatori di scarpe e guide vegane. La rivoluzione dei mestieri verdi” inizia così:
“L’idea non poteva non venire a un imprenditore con un passato da atleta. Sempre più gente corre, sempre più scarpe si acquistano e si consumano, sempre più ne risente l’inquinamento del pianeta. ‘Ci vogliono 150 anni perché una calzatura diventi torba’ calcola Nicolas Meletiou, origine greche e un’azienda che smaltisce rifiuti da ufficio. Perché non farlo anche con le scarpe da ginnastica? Ecco così che nasce “Esosport”, una sfida prima ancora che un progetto di business. ‘Raccogliamo le scarpe gratuitamente, separiamo la canapa dalla gomma, le trituriamo e creiamo il nuovo materiale con cui realizzare pavimenti per i parchi giochi’. Quattro anni fa il primo paio raccolto, ieri il contatore era arrivato a 85.223. I bambini possono già saltare sulle “scarpe riciclate” al Boschetto di Opera, nel Milanese, o nel giardino di viale Guidoni a Firenze, inaugurato a febbraio, uno degli ultimi atti di Matteo Renzi sindaco”…
Questo è uno degli esempi di come un problema può diventare una risorsa e offrire nuove opportunità di lavoro. E’ un esempio di come in Italia esista già una prospettiva di GREEN economy che necessita di nuovi passi futuri per rendere le città migliori, più verdi.
Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO