Le meraviglie di Alice Rohrwacher: gran film e pure sostenibile
greenreport.it
Un gran film e pure sostenibile: stiamo parlando di Le meraviglie di Alice Rohrwacher l’opera cinematografica italiana in concorso a Festival di Cannes, che cerca di coniugare produzione audiovisiva e attenzione all’ambiente. Come? Con la certificazione rilasciata da ICEA al film “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, presentato al Festival di Cannes.
Il cinema è da sempre non certo un sinonimo di basso impatto ambientale. Se si pensa poi ai kolossal, anche quelli che parlando di ambiente, sono sempre stati un paradosso evidente tra i consumi di energia e materia e i messaggi ecologisti.
Per riuscire a ridurre l’impronta ambientale del film “Le meraviglie”, la società di produzione Tempesta ha deciso così di adottare il Disciplinare “EcoMuvi”, che promuove la sostenibilità ambientale nella produzione audiovisiva.
Questa scelta ha portato a identificare e mettere in atto specifiche misure volte a ridurre l’uso delle risorse e i consumi di energia, a limitare il più possibile le emissioni di gas ad effetto serra associate sia all’impiego dei sistemi di illuminazione che ai trasporti, nonché all’ottimizzazione della gestione dei rifiuti.
Le scelte e le azioni messe in pratica dalla produzione sono state poi valutate e misurate dall’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA), che ha fornito i valori salienti del profilo ambientale del film. Questa innovativa certificazione ha così consentito di verificare che sul fronte delle emissioni di gas ad effetto serra, ovvero di quei gas che contribuiscono al potenziale riscaldamento globale del pianeta terra, si è riusciti ad evitare l’emissione in aria di quasi 5 tonnellate di CO2 equivalente – come tecnicamente vengono espresse queste emissioni – che hanno consentito di limitare il totale delle emissioni a 55,49 t di CO2 eq.
Questo risultato è stato possibile grazie all’attuazione di apposite misure, quali il car-pooling per il trasporto di persone dalle strutture ricettive al set cinematografico e il ricorso al treno al posto dell’auto per oltre 15.000 km, volte e mitigare l’impatto ambientale legato ai trasporti degli attori e della troupe cinematografica, nonché alla movimentazione di attrezzature e strumentazione di scena.
Articoli correlati
Contattaci per una consulenza
Parla con ESO per smaltimento, riciclo, recupero, gestione rifiuti e consulenza.
Contattaci