Il 16% dei Comuni italiani ad oggi ricicla e differenzia i rifiuti, per un totale di 7,8 milioni di cittadini. Questi sono i risultati della rapporto annuale di Legambiente realizzato con il Ministero dell’Ambiente. La classifica è costruita attraverso un indice di buona gestione dei rifiuti urbani e per accedervi i comuni devono aver raggiunto l’obiettivo di legge del 65% della raccolta differenziata.
Nel 2013 si registra un Comune di eccellenza in ogni regione d’Italia, con eccezione della Valle d’Aosta. Le Regioni con più alta concentrazione di Comuni Ricicloni sono: Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel centro sud i ricicloni crescono passando dal 15 al 20% del totale nazionale, in particolare nelle Marche.
I Comuni rifiuti free, cioè quelli che sono riusciti a ridurre del 90% la quantità di rifiuti da smaltire, nel 2013 sono circa 300 e hanno prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato. La produzione media pro capite nazionale si aggira sui 550 chili annui.
Le caratteristiche di questi comuni sono differenti ma somiglianti per quanto riguarda: la raccolta “porta a porta”, la modalità di tariffazione del servizio, la responsabilizzazione dei cittadini con politiche di prezzo che premiano con riduzioni della tassa sui rifiuti coloro che separano bene i materiali.
Tra le grandi città, Milano ha ormai ha superato la soglia del 50% di raccolta differenziata e risulta la prima in Italia e seconda in Europa tra le città sopra il milione di abitanti, dopo Vienna.
I consorzi sono determinanti nel far sì che questi comuni ricicloni ottengano risultati eccellenti, eccetto per il comune Ponte nelle Alpi che, gestendo in autonomia i rifiuti dei cittadini, raggiunge l’indice di gestione più alto.