L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e per la Ricerca Ambientale) ha pubblicato l’Annuario dei dati ambientali e il Rapporto Rifiuti, che descrivono le condizioni ambientali del nostro Paese. Tante sono le informazioni contenute nei due report. Tra le altre colpiscono quelle sul rumore (Annuario) e quelli sulla produzione e sulla raccolta differenziata dei rifiuti, anche se risultano molto interessanti anche quelle sulla produzione dei gas serra e la biodiversità, di cui accenniamo l’andamento.
Per quanto riguarda l’inquinamento acustico si rileva che il 42,6% delle sorgenti di rumore controllate nel 2012 ha superato almeno una volta i limiti normativi. I controlli sono stati più diffusi sulle attività di servizio e commerciali (il 57,7%), seguite dalle attività produttive (31,5%).
Per i rifiuti urbani, è stato confermato, anche per il 2013, il trend in calo degli ultimi anni essenzialmente dovuto alla crisi economica. Nel 2013 l’Italia ha prodotto quasi 400.000 tonnellate in meno rispetto al 2012 (-1,3%), meno 2,9 milioni di tonnellate rispetto al 2010 (-8,9%), un valore inferiore anche a quello del 2002. L’analisi a livello regionale mostra la Campania al secondo posto tra le Regioni che fanno la differenza al Sud, differenziando quasi la metà dei rifiuti prodotti ( 44%), dopo la Sardegna (51%).
In Italia, nel 2012, le emissioni totali di gas-serra, espresse in CO2 equivalente, sono diminuite del 5,4% rispetto all’anno precedente e dell’11,4% rispetto all’anno base (1990), a fronte di un impegno nazionale di riduzione del 6,5% nel periodo 2008-2012. L’andamento complessivo dei gas serra è determinato principalmente dal settore energetico che rappresenta l’82,6% delle emissioni totali. La riduzione dei consumi energetici e delle produzioni industriali, causate dalla crisi economica e dalla delocalizzazione di alcuni settori produttivi, l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica, sono le cause che hanno determinato la riduzione dei gas serra dal 2008.
L’Italia è tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità, con metà delle specie vegetali e un terzo di quelle animali presenti in Europa e con il più alto numero di specie animali (oltre 58.000 specie), con un’elevata incidenza di specie endemiche. Le piante superiori sono 6.700, il 15,6% delle quali endemiche.
Il nostro Paese aderisce a numerose convenzioni e accordi internazionali volti alla tutela della biodiversità, quali la Convenzione sulla Diversità Biologica. In Italia sono inoltre presenti 871 aree protette, che occupano una superficie a terra di oltre 3 milioni di ettari (10,5% del territorio nazionale). Le superfici a mare tutelate includono anche 27 Aree Marine Protette. Sono presenti inoltre, 64 siti Ramsar (“zone umide” riconosciute e inserite nell’elenco d’importanza internazionale stilato ai sensi della Convenzione di Ramsar, riguardante la conservazione e la gestione degli ecosistemi naturali).
Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO