La vicenda del SISTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, che sembra non aver mai funzionato, è destinata ad andare avanti. Dopo le estenuanti complicazioni che le imprese hanno vissuto in questi anni, il decreto ministeriale dello scorso aprile, che escludeva i piccoli produttori di rifiuti pericolosi fino a dieci dipendenti, aveva dato respiro almeno a questa parte importante di aziende.
Tutte le criticità sono rimaste per le restanti imprese, appartenenti a diversi settori, che sono ancora obbligate al Sistri e cioè: i produttori iniziali di rifiuti pericolosi oltre i 10 dipendenti, i trasportatori di rifiuti pericolosi e gli intermediari, i destinatari finali di rifiuti pericolosi (recuperatori o smaltitori).
Dopo anni di interventi legislativi permangono ancora le gravi criticità tecniche, procedurali e normative legate al sistema. A queste si aggiungono le preoccupazioni e le perplessità legate al gestore del sistema di tracciabilità, la società Selex, che, in un comunicato al Ministero dell’Ambiente, sembra aver dichiarato l’intenzione di non proseguire nell’ambito del programma Sistri oltre alla scadenza contrattuale del 30 novembre.
Fino a quella data la Selex sarà disponibile a gestire il SISTRI offrendo servizi molto limitati. Al termine del contratto ogni responsabilità sull’interruzione del servizio sarà del Ministero dell’Ambiente, che dovrà tempestivamente avvisare gli utenti sulle modalità operative dopo la cessazione di tale servizio.
Questo sembra essere l’epilogo di una tormentata vicenda che dura da tanti anni e che, tra scandali e inefficienze , ha danneggiato gravemente le aziende che lavorano nell’ambito del ciclo di tracciabilità dei rifiuti.
L’intero sistema normativo che regge il SISTRI è appesantito e richiede una radicale revisione e semplificazione. E’ inoltre necessario modernizzare il sistema informatico di tracciabilità operando un radicale azzeramento dell’attuale SISTRI, bandendo una gara europea e realizzando un sistema di tracciabilità veramente semplice e fruibile da tutte le aziende. Il sistema di tracciabilità dei rifiuti vigente adesso risulta oneroso e complesso, non adeguato alla tipologia delle imprese italiane.
L’universo delle piccole imprese, deluso e sconcertato dalle esperienze fortemente negative di questi anni, si aspetta ora un segnale da parte del Ministero dell’Ambiente, per ridare credibilità all’obiettivo di tracciare in modo efficace i rifiuti delle imprese.