Biodiversita’, Onu: il mondo non ha rispettato gli obiettivi di salvaguardia della natura
greenreport.it
La biodiversità torna (almeno per qualche giorno) al centro dell’interesse Onu, ma la 12esima conferenza delle parti della Convention on Biological Diversity (Cop12 Cbd) in corso a Pyeongchang – in Corea del Sud, dove si concluderà il 17 ottobre – non si è aperta sotto i migliori auspici. Infatti il “Global Biodiversity Outlook – A mid-term assessment of progress towards the implementation of the Strategic Plan for Biodiversity 2011-2020” (Gbo) il più importante rapporto periodico della stessa Cbde dell’Unep, che da conto dello status e dei trend della biodiversità mondiale, è arrivato ancora una volta alla conclusione che i governi hanno mancato i loro obiettivi di conservazione delle specie concordati nel 2010 a Nagoya/Aichi, in Giappone e confermati, insieme al Piano Strategico per la biodiversità, a Rio+20 nel 2012.
Gli habitat naturali, comprese foreste, praterie, zone umide e sistemi fluviali, continuano ad essere frammentati e degradati e stanno scomparendo ad un ritmo allarmante. Nonostante un rallentamento nell’Amazzonia brasiliana ed un aumento della copertura forestale in Vietnam e Cina, i livelli globali di deforestazione sono ancora allarmanti. Le specie animali affrontano crescenti minacce di estinzione e, rispetto agli anni ’80, le popolazioni di uccelli selvatici che vivono in habitat particolari come le praterie e le foreste dell’Europa e del Nord America si sono ridotte del 20% e le proiezioni a breve termine delle minacce per gli animali prevedono una situazione in peggioramento: “Nonostante le singole storie di successo, il rischio medio di estinzione per uccelli, mammiferi e anfibi è ancora in aumento”.
Il Gbo evidenzia che i governi devono urgentemente prendere misure audaci ed innovative se vogliono davvero rispettare entro il 2020 il Piano strategico mondiale sulla biodiversità ed i suoi obiettivi di Aichi. La Cbd sottolinea che “Da questa revisione a medio termine è chiaro che, continuando nella traiettoria attuale [le iniziative per raggiungere gli obiettivi di Aichi], non saranno sufficienti a soddisfare la maggior parte degli obiettivi entro i termini approvati”.
Il quarto Global Biodiversity Outlook fa il punto a metà percorso del Piano strategico per la biodiversità 2011-2020 e del decennio dell’Onu per la biodiversità e non ci sono solo notizie negative: secondo il segretario esecutivo della Cbd, Braulio Ferreira de Souza Dias.”La buona notizia è che le Parti fanno dei progressi e prendono impegni concreti per mettere in opera gli obiettivi di Aichi sulla biodiversità. Tuttavia il rapporto ci mostra anche che gli sforzi devono essere aumentati in maniera significativa per attuare il Piano strategico 2011-2020 per la biodiversità e raggiungere gli obiettivi di Aichi. I nostri sforzi possono e debbono essere rafforzati in combinazione con delle azioni che rispondano a molteplici fattori di perdita della biodiversità ed obiettivi diversi. Il mondo comprende sempre più i collegamenti critici tra la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. Le misure necessarie per raggiungere ugualmente gli obiettivi sulla biodiversità sostengono gli obiettivi di una maggiore sicurezza alimentare, di popolazioni più in salute ed il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile per tutti. Con i progressi realizzati fino ad oggi, esistono delle vie plausibili per realizzare tutto questo e mettere fine alla perdita di biodivesità, così come realizzare gli obiettivi mondiali legati ai cambiamenti climatici, al degrado delle terre ed allo sviluppo sostenibile”.
Nell’attuazione del Piano strategico per la biodiversità 2011-2020, il Global Biodiversity Outlook riporta dei progressi nei seguenti settori: Aree protette – Obiettivo 11: La zona terrestre del pianeta protetta per la sua biodiversità è in costante aumento e l’istituzione di aree marine protette sta accelerando. Circa un quarto dei Paesi hanno superato l’obiettivo di proteggere con parchi e riserve il 17% del loro territorio. Ma l’obiettivo di realizzare aree marine protette sul 10% dei mari e degli oceani del pianeta ha bisogno di ulteriori sforzi. I progressi più significativi sono stati fatti nelle zone costiere, mentre nelle aree oceaniche e in alto mare, la superficie protetta è molto meno. Accesso alla condivisione dei vantaggi delle risorse genetiche – Obiettivo 16. Il 12 ottobre entrerà in vigore il Protocollo di Nagoya, ormai ratficato da 51 Paesi, che sarà operativo nel 2015. Ma ci sono ancora troppi Paesi che non lo hanno ratificato e la Cbd deve vigilare perché venga davvero attuato da tutti e per questo, entro il 2015, sono necessarie misure amministrative o legislative e politiche per aumentarne l’operatività. Strategie della biodiversità e Piani d’azione – Obiettivo 17: 79 delle 194 Parti della Cbd hanno sviluppato delle strategie per la biodiversità e Piani d’azione nazionali, 57 dei quali sono ancora attuali.
Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep, ha evidenziato che “E’ un documento che dovrebbe interessare tutto il mondo. Si tratta di tutta la vita sulla terra. Dobbiamo fare di più – e farlo in fretta – per proteggere la vera fabbrica del mondo naturale. La gestione responsabile della biodiversità del nostro pianeta non è solo motivate da un sentimento comune di responsabilità verso le generazioni future. I fattori che spingono i decisori politici a salvaguardare la biodiversità sono sempre più di natura economica. Senza una biodiversità in buona salute, I mezzi di sussistenza, i servizi ecosistemici, gli habitat e la sicurezza alimentare saranno compromessi. Le misure miranti a ridurre la perdita di biodiversità sosterranno inevitabilmente un ampio ventaglio di vantaggi per la società e getteranno le basi di una transizione socio-economica per un modello di sviluppo più sostenibile e solidale”.
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