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La crisi? Vale anche per i rifiuti: diminuisce la spazzatura

La crisi? Vale anche per i rifiuti: diminuisce la spazzatura

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La crisi? Vale anche per i rifiuti: diminuisce la spazzatura

Se è vero che la crisi investe tutti i settori, questa volta almeno si può tirare un sospiro di sollievo. Una spesa minore comporta la diminuzione di acquisti e consumi, e il risultato è un calo anche della produzione di rifiuti. I numeri parlano chiaro: in 3 anni 2 milioni di tonnellate in meno.

A rilevarlo è il primo Was annual report, a cura di Althesys, la società di consulenza strategica ambientale. Il rapporto, “L’industria italiana del waste management e del riciclo tra strategie aziendali e politiche di sistema”, sarà presentato la settimana prossima a Roma. Secondo lo studio dal 2011 le tonnellate di rifiuti prodotte sono scese costantemente: da 31,4 milioni a 29,6 milioni, come se fosse stata cancellata una collina di spazzatura alta 250 metri e larga un centinaio.

“Questi tempi da economia di crisi hanno anche un po’ cambiato il modo di ragionare degli italiani che sono diventati più attenti al riutilizzo delle materie” ha osservato il bocconiano Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys.

“La raccolta differenziata è aumentata del 4,6% nell’ultimo triennio ed è diminuito lo smaltimento in discarica (meno 5,2%). Anche l’industria è sempre più attenta sul fronte della prevenzione dei rifiuti e sul loro impatto.”

Un segnale d’incoraggiamento anche alla luce delle recenti cattive notizie che arrivano dall’Europa.

È toccato prima alla Regione Lazio, dove per la Corte europea l’Italia è risultata inadempiente nella gestione dei rifiuti e delle discariche. La scadenza del termine stabilito nella procedura di infrazione della Commissione era fissata al 1° agosto 2012.

Secondo i giudici, il trattamento dei rifiuti in Lazio era inadeguato e ora chiede che l’Italia si conformi. Poi la bacchettata alla Campania dove l’UE ha bloccato i fondi europei. La Corte di Giustizia europea, infatti, ha respinto il ricorso dell’Italia e confermato la decisione della Commissione di rifiutare il pagamento dei fondi UE per la gestione dei rifiuti in Campania.

Ora per gli addetti ai lavori della filiera del riciclo ci sono degli obiettivi da raggiungere. Il quadro tracciato dall’Europa fissa al 50% il riciclo dei rifiuti urbani e domestici. In uno studio realizzato da Conai-Consorzio Nazionale Imballaggi, in collaborazione con Althesys, “Ricadute occupazionali ed economiche nello sviluppo della filiera del riciclo dei rifiuti urbani”, emergono dati interessanti. Il riciclo dei rifiuti urbani? Un’occasione da 90mila posti di lavoro entro il 2020.

Gli scenari emersi dallo studio realizzato da Conai sono due: il primo definito teorico, poco realistico, che prevede il raggiungimento del 50% del riciclo dei rifiuti urbani nelle tre macro aree Nord, Centro e Sud, e il conseguente sostanziale superamento del ricorso alla discarica; mentre il secondo definito prudente, tiene conto delle differenti situazioni di partenza delle tre aree e valuta in modo più realistico le possibili evoluzioni.

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