Roma Smart City ha molto da invidiare a diverse metropoli internazionali ma senza troppe cattive figure, visto che si è guadagnata il ventunesimo posto nella classifica delle 40 capitali mondiali più intelligenti, dove cioè tecnologia e innovazione sono al servizio dei cittadini, migliorando sostenibilità e qualità della vita.
La classifica, stilata in base al Networked Society City Index, vede in prima posizione Stoccolma, seguita da Londra, Parigi e Singapore. Roma precede, invece, Pechino, Istanbul e San Paolo. La graduatoria si basa su veri indicatori relativi a salute, istruzione e rispetto dell’ambiente, tenendo conto della stretta relazione esistente tra le iniziative di digitalizzazione e il miglioramento della vivibilità.
L’uso dei dispositivi mobili come gli smartphone è superiore alla media; peccato che l’accesso a Internet mostri percentuali inferiori se confrontate con la maggior parte delle città prese in esame. A essere valutata positivamente sono anche le iniziative di e-governance.
Ciò che più emerge dal rapporto di Ericsson è la maggior velocità di maturazione nell’uso delle ICT da parte delle città con una bassa maturità iniziale: si cresce velocemente nei primi anni, per poi rallentare quando si raggiungono alte prestazioni. La crescita avviene più rapidamente quando le città utilizzano applicazioni innovative e tecnologie mobili avanzate, anziché rifugiarsi in infrastrutture fisiche costose e spesso obsolete.
L’indice riporta inoltre tre nuove previsioni per lo sviluppo di città sostenibili:
– le persone, prima ancora delle istituzioni, spingeranno la città verso il progresso;
– il Pil verrà presto ridefinito verso un’analisi più attenta della sharing economy: soluzioni ICT permetteranno di creare più valore con meno risorse, ridefinendo il Pil verso elementi di una società sostenibile;
– la collaborazione diverrà cruciale tanto nelle città quanto nelle organizzazioni e nella governance.
Per redigere il Networked Society City Index di ogni anno Ericsson passa in rassegna le principali ricerche e casi studio che esplorano il legame tra ICT e sviluppo urbano sostenibile. Nel 2014 Ericsson ha notato un netto spostamento di enfasi sulla ricerca, non solo sul modo in cui l’ICT possa produrre benefici che le città devono massimizzare. L’ICT è accettata come un trampolino di lancio naturale per la crescita e lo sviluppo, e il City Index del 2014 ha voluto porre il focus sugli stessi aspetti.