Ancora non c’è l’ufficialità della proroga di un anno delle sanzioni relative al SISTRI, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Esiste solo un emendamento alla legge di stabilità che prevede lo slittamento dei termini rispetto alla data del primo gennaio 2015, ma non ha ancora ottenuto il decisivo via libera del Senato.
Rimangono quindi in attesa sia quelle società che invocano il dilazionamento dei tempi e lo sviluppo di uno nuovo strumento e sia le imprese che si sono messi in regola secondo le scadenze prefissate.
Nonostante le buone intenzioni, dalla semplificazione di procedure e adempimenti alla riduzione dei costi sostenuti dagli industriali, dalla gestione in modo innovativo di un processo complesso alla lotta all’illegalità, sono tanti i dubbi sollevati sull’effettiva efficienza del SISTRI.
Oltre ai soggetti obbligati ad iscriversi, il decreto ministeriale di istituzione del SISTRI individua anche quelli per cui l’adesione è facoltativa: le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che non hanno più di dieci dipendenti; gli imprenditori agricoli che producono rifiuti non pericolosi; le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi; le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi.
Il SISTRI ha collezionato, dalla sua prima introduzione nel codice dell’ambiente nel 2009, una delle maggiori serie di rinvii, proroghe, “semplificazioni”, slittamenti, modifiche.
Fra i più fermi oppositori del Sistri c’è Assotrasporti che ha lanciato la campagna #StopSistri. Le critiche principali sono indirizzate verso le procedure di cancellazione per i soggetti che non sono tenuti obbligatoriamente ad aderire al sistema e il meccanismo di rimborso dei costi sostenuti dagli autotrasportatori per la disistallazione delle attrezzature. Da qui nasce la richiesta di “una nuova struttura, meno costosa ma più moderna ed efficace”.
Quello che ci si domanda è non sarebbe il caso di sospendere tutto, ricreare un nuovo sistema SISTRI e poi farlo ripartire quando tutti i problemi di operatività siano risolti?