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La forza creativa della bikenomics

La forza creativa della bikenomics

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La forza creativa della bikenomics

Sul sito dell’Associazione Bike Pride Torino FIAB si può avere un’interessante panoramica dei dati che riguardano la bikenomics dai più diversi punti di vista: dalle ricadute positive che l’uso della bici porta con sé sulla collettività dal punto di vista sociale, ambientale, della salute, al risparmio economico per amministrazioni pubbliche e privati cittadini.

Ma non solo! Dall’indotto della produzione dell’industria legata alla mobilità ciclabile e al ciclismo e accessori (l’italia è secondo produttore in Europa di bici e componentistica), al cicloturismo, che ha avuto una nuova spinta sotto rigenerate spoglie di vacanze low cost e sostenibili, solo in Germania è un affare da 12 miliardi di euro.

Forse però l’aspetto più interessante legato alla bikenomics è il fatto chein questo momento di crisi del lavoro, la bicicletta sia al centro di una nuova spinta creativa che sta mettendo in movimento giovani alla ricerca di una professione da inventare e una passione da seguire.

Torino, come altre città italiane è testimone della nascita di green jobs dove la bici è protagonista. Famose ormai sono le numerose ciclofficine, dove alla riparazione e rivendita di biciclette si associano corsi di autoriparazione e assemblaggio.

Altro esempio di restyling di un vecchio mestiere andato in disuso e rilanciato è il fattorino in bicicletta: i bike messangers di Pony zero emissioni, un corriere express in bicicletta.

L’abbinata più curiosa però è di bici e cibo: per esempio al ristorante Ciclocucina la bici è il filo conduttore di serate a tema o di menu ispirati, o al PAI BIKERY fast bike & slow food, ci si può fermare a sorseggiare un caffè mangiando una fetta di torta mentre si aspetta che mani esperte mettano a punto i freni della propria bici o cambino una ruota.

L’Organizzazione Mondiale della sanità ?OMS- ha dichiarato: “1 miliardo di ? investiti sulla mobilità ciclabile può incentivare la creazione di 21.500 posti di lavoro e spingere la domanda e gli investimento verso stili di vita a minore impatto ambientale” (2014).

Ma il movimento è già in atto?

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