E’ stato presentato il 23 febbraio a Roma Il Rapporto sulla GREEN economy 2014, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e dall’Enea, che quest’anno prende in esame “Le imprese della green economy”, indicate come la “via maestra per uscire dalla crisi”.
La pubblicazione offre dati aggiornati sul settore dell’economia verde in Italia, mettendo in luce le sue potenzialità in termini di impulso all’innovazione, miglioramento della competitività e rilancio dell’occupazione.
Dal Rapporto risulta che gli imprenditori italiani credono nella GREEN economy e vogliono investire nel settore. Nel 2012, secondo la classifica europea, l’Italia era al quindicesimo posto tra i “28” per eco-innovazione, nel 2013 era già salita al dodicesimo e nel 2014 la tendenza continua ad essere positiva: il 98% degli imprenditori italiani afferma che l’economia deve puntare sul risparmio e l’uso sempre più efficiente dell’energia e delle risorse. L’Italia risulta essere sopra la media europea per gli output di eco innovazione (i brevetti, le pubblicazioni e la copertura mediatica) ottenendo il nono posto, mentre è l’ottavo posto per risultati ambientali (i benefici all’ambiente).
Il Rapporto si suddivide in quattro capitoli.
Il primo capitolo dedicato al rapporto delle imprese con l’ambiente, descrive la crescita di quelle che producono beni e servizi ambientali e lo sviluppo di modelli di business che scommettono sul GREEN. In Europa il 93% delle Pmi ha messo in campo almeno un’azione per essere più efficiente: le più comuni riguardano la riduzione al minimo dei rifiuti (67%), il risparmio di energia (67%) e di materiali (59%). Almeno la metà, inoltre, ricicla riutilizzando materiali o rifiuti al suo interno o risparmiando acqua (entrambe 51%). Le motivazioni che hanno spinto verso questa strada sono diverse: nel 63% dei casi il fatto di ridurre i costi; il 28% ritiene che l’ambiente sia una priorità. Ma troviamo anche incentivi finanziari o fiscali (19%) e opportunità commerciali (18%). Per quanto riguarda i servizi offerti, solo il 26% delle Pmi offre prodotti o servizi verdi: il 35% di questi offre prodotti e servizi verdi nel settore dei materiali riciclati e il 19% nella gestione dei rifiuti solidi.
Il secondo è dedicato alle eco-innovazioni e sulla propensione del sistema produttivo italiano nei confronti di questo tema che vede primeggiare in Europa i paesi nordici, Svezia e Finlandia, e la Germania.
Il terzo capitolo pubblica i risultati di un’indagine sugli orientamenti degli imprenditori della GREEN economy condotta tra aprile e maggio 2014, articolata in 56 temi relativi a 8 argomenti strategici, cui hanno risposto 437 imprenditori che gestiscono imprese per un totale di 64.573 dipendenti e con un fatturato complessivo di 15 miliardi e 956 milioni. Dallo studio emerge che la sostenibilità viene percepita come un elemento trasversale in grado di generare innovazione, di migliorare la competitività e di rilanciare l’occupazione e non più come un ostacolo per ottenere profitto.
L’ultimo capitolo, infine, fornisce i criteri per individuare le imprese GREEN e indica le 10 misure per lo sviluppo della GREEN economy: una riforma fiscale in chiave ecologica; un programma per migliorare l’utilizzo delle risorse e per sviluppare strumenti finanziari innovativi; investimenti in infrastrutture verdi, difesa del suole e delle acque; un programma nazionale per l’efficienza e il risparmio energetico; lo sviluppo delle attività di riciclo dei rifiuti; il rilancio degli investimenti per le rinnovabili; programmi di rigenerazione urbana; investimenti in mobilità sostenibile; valorizzazione dell’agricoltura di qualità; un piano per l’occupazione giovanile GREEN.