Molti sono i risultati positivi lungo tutta la nostra penisola, da Nord a Sud. I finanziamenti europei (LIFE) hanno consentito di: conservare i delicati sistemi di dune delle nostre coste; reintrodurre nelle Alpi italiane l’orso bruno (si è passati dai 2 maschi del 1996 ai 50 individui attuali) e il gipeto; di creare nei parchi nazionali del centro Italia (Parchi nazionali dei Sibillini, d’Abruzzo della Maiella) nuove colonie di camosci. La rete Natura 2000 in Sicilia ha consentito di tutelare i principali territori della unica popolazione di aquila di Bonelli presente in Italia sono oggi tutelati.
Il problema in Italia è la piena applicazione delle norme derivanti dalle Direttive comunitarie e non certo la loro revisione. Il WWF insieme alla LIPU hanno presentato un “reclamo trasversale” alla DG Ambiente della Commissione Europea segnalando decine di casi che dimostrano come le Regioni italiane non abbiano proceduto ancora all’effettiva gestione in tutta Italia dei siti della Rete Natura 2000 e come permangano forti resistenze burocratiche ad applicare virtuosamente la valutazione di incidenza, in difesa di un patrimonio naturale che rischia di scomparire.
La Commissione Europea ha aperto sulla base della segnalazione degli ambientalisti una procedura istruttoria speciale (EU Pilot) chiedendo alle Regioni di rispondere alle richieste delle associazioni per un buon governo del patrimonio naturale italiano. Il problema quindi non è quello di riformare la norme europee, ma di renderle pienamente efficaci in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, a cominciare dall’Italia, dove hanno già prodotto risultati positivi che vanno consolidati e ampliati.
Secondo le stime, la rete Natura 2000 genera fra i 200 e i 300 miliardi di euro di benefici economici ogni anno, eppure vengono spesi solo il 20% dei finanziamenti che sarebbero necessari a conservarla.
Mezzo milione di cittadini europei, con britannici, tedeschi e italiani in testa, si sono schierati in difesa delle leggi UE “salva-natura”, rispondendo all’appello della campagna online “AllarmeNatura” lanciata dalle principali organizzazioni ambientaliste (BirdLife, Wwf, European Environmental Bureau, Friends of the Earth Europe.
La mobilitazione ha come obiettivo una massiccia adesione alla consultazione pubblica della Commissione europea sulla revisione di due direttive: Habitat e Uccelli, fra le più importanti al mondo in termini di tutela di animali, piante e habitat, dall’estinzione.
Quello di cui la biodiversità europea oggi ha bisogno è una piena applicazione di queste norme in tutti i Paesi, a cominciare dall’Italia, non una revisione del corpo delle regole tuttora del tutto preziose e valide. Le norme europee sulla Natura, infatti, sono una barriera alla perdita della biodiversità: il 60% degli animali e delle piante europee e il 77% degli habitat sono ancora oggi in pericolo.
Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO