La plastica invade le spiagge italiane. Questa sconfortante notizia emerge dall’indagine Beach Litter, realizzata da Legambiente nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti – Clean-up the Med 2015. Da aprile a maggio 2015 sono state monitorate 29 spiagge italiane, grazie ai campionamenti eseguiti dai volontari di Legambiente, con l’obiettivo di indagare quantità e tipologia di rifiuti presenti sui litorali.
L’indagine è stata portata avanti anche in 25 spiagge del Mediterraneo, grazie alle organizzazioni che hanno partecipato alla campagna di Clean up the Med. Ogni singolo campionamento ha tenuto conto del protocollo di monitoraggio ufficiale messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA.
I principali indicatori presi in considerazione sono composizione del rifiuto, quantità e grandezza dello stesso (maggiore o minore di 25 cm).
L’indagine è stata eseguita su 29 spiagge italiane e ha monitorato complessivamente un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calcio. Sono stati rinvenuti 22.114 rifiuti spiaggiati, di cui il 77% di una dimensione inferiore ai 25 cm. Sul totale dell’area indagata sono stati trovati 17 rifiuti ogni 100 mq, 5 rifiuti in più ogni 100 mq rispetto all’indagine 2014.
Il materiale più trovato sulle spiagge campionate è la plastica, a quota 80% contro il 65% dell’indagine del 2014. Prevalentemente si tratta di bottiglie, shopper, tappi, polistirolo, stoviglie usa e getta: un totale di 17.560 oggetti costituiti interamente o in parte da plastica.
Se si escludono i frammenti e resti di plastica e di polistirolo fino ai 50 cm (i rifiuti più trovati con il 23,5%), al primo posto della classifica di rifiuti “integri” troviamo le bottiglie di plastica per bevande (10,3%), seguite da tappi e coperchi (sia di plastica che di metallo) al 6,9%. Nasse, reti, strumenti da pesca e cassette per il pesce sono al terzo posto della classifica con 6,5% con un totale di quasi 1500 oggetti.
Immancabili i mozziconi di sigaretta al quarto posto con il 5,4%, residuo di circa 60 pacchetti di sigarette. A seguire i rifiuti da mancata depurazione che giungono sulle spiagge attraverso i corsi d’acqua. Stoviglie usa e getta, materiali da costruzione, bottiglie di detergenti e cosmetici, quelle di vetro e sacchetti di patatine e stecchi di leccalecca e gelati chiudono la classifica.
I rifiuti da mancata depurazione si collocano al quarto posto (4,9%) della classifica del rifiuto più frequente in spiaggia. Sono stati contati oltre 1000 oggetti tra cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister, cateteri vescicali e deodoranti da wc. L’83% di questi rifiuti è stato registrato nelle spiagge che a meno di 1 km dalla foce di un corso d’acqua o molto prossime a scarichi o fossi. Il dato è cresciuto del 4% rispetto allo scorso anno (79% nel 2014).
Il nostro Paese si posiziona all’incirca a metà nella classifica dei Paesi coinvolti. la Turchia si trova al primo posto con spiagge ad altissima densità di rifiuti (33 rifiuti ogni 100 mq), seguita da Algeria (28 rifiuti ogni 100 mq) e Croazia (21). Tunisia (8 rifiuti ogni 100 mq), Grecia (4), Portogallo (3) e Spagna (2) ottengono i migliori risultati.