Dissociazione molecolare, parliamone
Alto Adige
RIVA. I rifiuti sono un tema sempre attuale anche alla luce delle nuove tecnologie per lo smaltimento. La “dissociazione molecolare” e una di queste, un trattamento di cui, secondo il consigliere comunale Carlo Modena, la giunta di Riva dovrebbe interessarsi. Questo lo scopo dell’ultima proposta di mozione presentata da Modena, il quale suggerisce di avvalersi della consulenza di esperti, di coinvolgere nel dibattito gli altri comuni del C9 e il Comprensorio stesso, nonche di inviare una delegazione consiliare in visita al Comune di Peccioli, dove e gia in funzione un impianto che utilizza questa tecnologia, che viene definita “percorribile” e “competitiva con l’incenerimento ad alte temperature” nel rapporto della Commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento commissionato dai Ministeri dell’ambiente e dell’innovazione. Per quanti non sapessero nulla della dissociazione molecolare, Modena ne elenca alcune caratteristiche: il trattamento dei rifiuti avviene a basse temperature (400 C?), consente l’ossidazione di materiali di diversa natura (solidi, liquidi, gassosi e fanghi) ed evita la formazione di diossine; il processo sarebbe meno inquinante rispetto all’incenerimento, mentre l’energia prodotta e recuperata sottoforma di gas sintetico (syngas) con rendimenti pari o superiori a quelli dell’inceneritore. Gli impianti di smaltimento basati sulla dissociazione molecolare sono realizzati in celle modulari, il che favorisce una loro diffusione capillare. Oltre che a Trento, prospetta Carlo Modena, si potrebbe collocarne uno in ogni attuale discarica. Cosi si ridurrebbero le distanze per il trasporto dei rifiuti da smaltire, si potrebbero bonificare le discariche, avere un maggior controllo politico-sociale sull’impianto e distribuire sul territorio le risorse, energetiche e quindi economiche, ricavate dall’utilizzo o dalla vendita del gas.
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