i rifiuti sono un freno allo sviluppo – andrea gemignani
il Tirreno
Il tema della gestione rifiuti e finalmente presente con continuita nel dibattito pubblico. Il problema dei rifiuti costituisce infatti una delle principali criticita che frenano le possibilita di sviluppo della provincia di Livorno e non solo. I costi esorbitanti sopportati dal sistema industriale per la raccolta e lo smaltimento, incidono gravemente sul consolidamento e lo sviluppo delle industrie presenti sul territorio. E’ per questo che gia dall’assemblea d’inizio del mio mandato nel 2008 insistiamo per ottenere un atteggiamento piu determinato da parte degli enti competenti, affinche la costruzione di nuovi impianti per lo smaltimento non sia considerata con fatalismo e rassegnazione un tema da non poter affrontare. Per avere un’idea della gravita della situazione, si pensi che nel 2009 verranno prodotti in provincia di Livorno 1 milione e 200 mila tonnellate di rifiuti speciali, mentre la capacita di smaltimento e recupero in provincia riesce a fatica a coprire 1 milione di tonnellate. Per i rifiuti urbani il quadro e altrettanto preoccupante poiche, sempre nel 2009, ne saranno prodotti oltre trecentomila tonnellate per i quali non c’e autosufficienza di smaltimento e da tempo si e costretti a ricorrere a soluzioni extra territorio con ulteriore aggravio di costi. In questo scenario le preoccupazioni aumentano per la situazione di stallo nella costruzione della terza linea del termovalorizzatore. I dati sulla produzione dei rifiuti costringono ad un approccio che deve essere piu responsabile e determinato, tale da confermare senza reticenze ne titubanze, l’assoluta e urgente necessita di costruire un nuovo termovalorizzatore. Su questo tema dobbiamo essere inflessibili rispetto alle abituali lamentele, rivendicando che il termovalorizzatore per il maxi- Ato della costa, deve essere realizzato nel territorio della provincia di Livorno che ha certamente competenze specifiche e cultura consolidata per assicurarne un’efficiente gestione. E’ nostro intendimento chiedere un raccordo istituzionale tra Regione, Provincia e Comuni, affinche sia monitorata l’attivita delle aziende di servizio in modo tale che il piano industriale del maxi-Ato abbia contenuti coerenti con l’esigenza descritta. E’ inutile continuare a parlare di marketing territoriale se non operiamo concretamente per rimuovere i vincoli allo sviluppo che, francamente, nel nostro territorio sono troppi: bonifica dei Sin, costo triplo dell’acqua industriale, mancanza assoluta di aree per nuovi insediamenti produttivi, impiantistica insufficiente per la gestione dei rifiuti. Queste sono le priorita contenute insieme ad altre criticita nell’agenda di politica industriale che sara oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali, per avviare congiuntamente iniziative tendenti al consolidamento del sistema produttivo e quindi anche dell’occupazione. (e presidente di Confindustria della provincia di Livorno)
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