Da tanti mesi si discute sulla possibilità dell’Italia di raggiungere, nel corso del 2016, una crescita attorno all’1,5% di Pil. Le conclusioni a cui è arrivato l’intergruppo parlamentare Globe Italia, con la collaborazione di un gruppo di esperti, sono che a questo stesso livello si potrebbe arrivare spingendo l’acceleratore sulle possibilità di sviluppo offerte dalle nuove tecnologie necessarie alla lotta contro il cambiamento climatico. Con la non trascurabile differenza che alcune delle vecchie strategie di crescita comportano un aumento della pressione dell’inquinamento, mentre una prospettiva low carbon, a basso impatto ambientale, permette di migliorare la qualità della vita.
L’Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia indica, dopo circa un mese dal Summit sul clima di Parigi, alcune priorità politiche per supportare il contenimento dei riscaldamento terrestre entro i 2 gradi sul fronte della decarbonizzazione industriale, dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile.
Sono quattro i pacchetti di intervento immediati proposti per indirizzare gli investimenti privati alla lotta ai cambiamenti climatici.
Efficienza energetica. Bisogna passare dagli interventi sugli appartamenti agli interventi sugli edifici in modo da moltiplicare i vantaggi economici ed energetici ottenendo riduzioni dei consumi intorno attorno al 60 – 70%.
Fonti rinnovabili. Dopo alcuni anni di performance eccellenti, l’Italia sta andando dalla parte sbagliata proprio mentre le grandi economie del mondo scommettono sull’energia pulita. Per continuare lo sviluppo delle rinnovabili è necessario promuovere la generazione distribuita e gli investimenti nelle reti di distribuzione intelligenti; proseguire nella dismissione delle centrali termoelettriche meno efficienti; riconvertite le centrali a carbone.
Politiche industriali. L’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa e per mantenere un ruolo competitivo deve rafforzare gli investimenti nei settori del futuro. Occorre quindi puntare sulla decarbonizzazione, anche di grandi complessi industriali valutando ad esempio la possibilità che l’Ilva adotti processi produttivi che sostituiscano l’uso del carbone con fonti di energia meno inquinanti, come era stato previsto dal progetto curato dall’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi.
Mobilità sostenibile. I dati sulle conseguenze sanitarie prodotte dall’inquinamento dell’aria mostrano l’urgenza del cambiamento. Occorre ammodernare il trasporto pubblico, puntare sulle auto elettriche, incentivare le modalità di spostamento in crescita come il car sharing e la bicicletta.
La lotta al cambiamento climatico può valere un punto e mezzo di crescita del Pil italiano. Un vantaggio per l’economia oltre che per la salute dei cittadini e dell’ambiente.
Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO