Nucleare in Italia, nuovi segreti di Stato
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Data pubblicazione: 04/11/2009 Codice Rif.: 4-02197
Nucleare in Italia, nuovi segreti di Stato
del Sen. Elio Lannutti (IDV)
i giornali nazionali hanno dato la notizia che è stata recentemente costituita una joint venture tra la Ansaldo Nucleare e la Sogin da un lato e il gruppo nippo-americano Toshiba-Westinghouse dall’altro, per la realizzazione di reattori nucleari in Italia con tecnologia Ap 1.000, in condizioni di concorrenza con la joint venture italo francese Enel-Edf impegnata nella realizzazione, sempre in Italia, di reattori a tecnologia Epr; a fine settembre 2009 una delegazione governativa italiana guidata dal Ministro dello sviluppo economico ha incontrato a Washington il segretario generale dell’energia Steven Chu e il suo staff: l’incontro risulta essersi concluso con la firma di un memorandum sulla cooperazione nella ricerca e sviluppo nel campo del nucleare civile e la dichiarazione congiunta tra i Governi statunitense e italiano in materia di cooperazione industriale e commerciale nel settore dell’energia nucleare; notizie risalenti al maggio 2008 riportavano di un accordo in via di definizione tra una società italiana e un colosso russo dell’energia, per la realizzazione di venti centrali nucleari di quarta generazione: venti reattori veloci, autofertilizzanti, a ciclo chiuso, raffreddati con miscela eutettica di piombo bismuto; risulta all’interrogante che la suddetta tecnologia sia stata messa a punto grazie alla collaborazione tra l’Università di Genova e l’Università brasiliana di Porto Alegre, e che i progetti dei relativi prototipi abbiano ottenuto tutte le certificazioni necessarie dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea): tale tecnologia consentirebbe la realizzazione di piccole centrali nucleari, da 50 a 150 MW, e di medie centrali, da 300-400 fino a 1.200 MW; nell’ambito del Generation IV Forum (GIF), il gruppo internazionale per i reattori nucleari di quarta generazione, comitati di esperti hanno selezionato tra oltre cento proposte presentate sei filiere meritevoli dell’attività di ricerca e sviluppo, una delle quali riguarda il Lead-Cooled Fast Reactor system : il progetto, identificato come l’European Lead- Cooled Fast Reactor System (ELSY), è stato promosso e coordinato da aziende italiane e valutato dalla comunità internazionale come un successo EURATOM; il GIF ha prodotto tre diverse tecnologie che soddisfano tutti i requisiti enunciati dal Department of Energy (DOE) statunitense nel 2000 per caratterizzare la IV Generazione nucleare: sostenibilità (ciclo chiuso), resistenza alla proliferazione, facilità di protezione, sicurezza, affidabilità (lunga vita di esercizio), bassa produzione di scorie, competitività economica. Infine il tempo di raffreddamento per un reattore di quarta generazione come i tre selezionati dal GIF, italiano, brasiliano e francese, risulta di 350 anni, mille volte inferiore rispetto a quello dei reattori di terza generazione; nel Fast Reactor i neutroni veloci consentono di bruciare la quasi totalità dell’uranio (anziché lo 0,7 per cento come nei reattori termici ). Vengono bruciati anche il plutonio e altre scorie altamente radioattive, attinidi minori, prodotte dai reattori nucleari attuali, inclusi quelli di terza generazione cosiddetta avanzata, e principale causa di elevata tossicità, insieme con il plutonio, delle scorie radioattive il cui tempo di decadimento è dell’ordine delle centinaia di migliaia di anni; è oramai certo che nel combustibile esausto di questi reattori veloci rimangano poche scorie, circa cento volte inferiori in volume, la cui radioattività si riduce di circa 1.000 volte più rapidamente, nell’ordine di 300 anni anziché di centinaia di migliaia di anni; attualmente gli attinidi, cioè gli elementi transuranici come il plutonio e gli altri prodotti della fusione, devono essere trasportati in depositi geologici; con il nucleare di quarta generazione gli elementi transuranici possono essere separati e iniettati nel nocciolo del reattore per poi essere bruciati, quindi si riducono la necessità di uranio come combustibile e le scorie da stoccare; risulta all’interrogante che il Governo abbia rifiutato di effettuare la due diligence nei confronti delle aziende italiane impegnate nel suddetto progetto ELSY senza fornire alcuna motivazione, venendo meno agli obblighi di conoscenza ed esatta informazione scientifica, di tutela della salute umana e di tutela dell’ambiente anche per le future generazioni; a fronte di queste importantissime innovazioni riconosciute a livello mondiale e provenienti da aziende italiane, il Governo, sia nel caso della cordata Enel – Edf con tecnologia Epr, sia nel caso della cordata Ansaldo Nucleare – Toshiba Westinghouse con tecnologia Ap 1.000, sceglie il nucleare di terza generazione, nonostante le centrali in corso di realizzazione in Finlandia e Slovenia abbiano già dimostrato l’intrinseca insicurezza e gli eccessivi costi di realizzazione; riguardo ai reattori Epr va segnalato che il giornale inglese The Independent sostiene che in caso di incidente morirebbero il doppio delle persone rispetto a un vecchio reattore, poiché la quantità di materiali radioattivi è maggiore. Risulta all’interrogante che, secondo documenti redatti da , le quantità di bromo, rubidio, iodio e cesio radioattivi sarebbero quattro volte superiori rispetto ai reattori precedenti, mentre secondo stime indipendenti di (che smaltisce le scorie nucleari finlandesi), lo iodio 129 sarebbe sette volte tanto, secondo la (NAGRA) il cesio 135 e 137 prodotto sarebbe 11 volte tanto,
se corrisponda al vero che il Governo si sia rifiutato o abbia omesso di sottoporre alla due diligence le aziende italiane impegnate nella ricerca e progettazione dei reattori nucleari di quarta generazione e, in caso affermativo, per quali ragioni;
se non si ritenga che gli accordi sottoscritti a favore della realizzazione dei reattori di terza generazione e la negligenza e la superficialità dimostrata rispetto alle aziende italiane di rilievo internazionale impegnate sul nucleare di quarta generazione non sottendano la tutela di determinati interessi economici a discapito della popolazione e del territorio italiano;
se non si ritenga necessario e urgente sottoporre a opportune verifiche ed accertamenti la tecnologia di quarta generazione e i progetti in possesso di aziende italiane di rilievo internazionale, anche al fine di evitare la spartizione del mercato italiano dell’energia nucleare che si realizzerebbe, tra l’altro, a mezzo di una tecnologia obsoleta ed eccessivamente costosa.
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