Valorizzare il know-how italiano
Lo scorso 5 novembre a Roma è stata presentata l’indagine condotta da Amici della Terra – un’Associazione ambientalista attiva in Italia dal 1978, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e rappresentanza italiana di Friends of the Earth International, il network ambientalista più diffuso nel mondo – sul posizionamento dell’Italia negli indicatori su energia e clima. Ne è emersa l’evidenza di un forte ritardo del nostro paese nel rispetto degli obiettivi della politica climatica europea, sia con riferimento a quelli di Kyoto per il periodo 2008-2012, sia in relazione agli obiettivi nazionali al 2020 impliciti nel pacchetto energia e clima, appena approvato dall’Ue. Al tempo stesso tuttavia l’indagine evidenza un atteggiamento tutto italiano: quello di non saper valorizzare i reali punti di forza del nostro paese. Tra questi, si legge nel comunicato di Amici della Terra, “la rendita di posizione che deriva dai miglioramenti di efficienza seguiti alla crisi petrolifera del 1973, che si è assottigliata nel tempo ma che rappresenta anche un patrimonio di conoscenze, di tecnologie e di tradizioni di grande valore, su cui è possibile puntare con convinzione per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e per incrementare la competitività sui mercati globali dei nostri beni e servizi, opportunamente innovati: lo dimostra il recente accordo strategico della Fiat negli Stati Uniti, reso possibile dalla sua posizione di primato europeo in termini di emissioni di CO2/km“. E vi pare poco?
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