La Giornata Mondiale dell’Ambiente è una festività proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e viene celebrata ogni anno il 5 giugno. Ogni edizione ha un tema come filo conduttore che lega tutte le iniziative mondiali che si svolgono in onore dell’Ambiente.
Nel 2013 la giornata del 5 giugno è stata intitolata “Think, eat, save” ovvero “pensa, mangia e risparmia”. Nel 2015, invece, la manifestazione è stata presentata ad Expo ed è stata chiamata “Sette miliardi di sogni, un solo pianeta, consuma con moderazione”.
Nel corso della presentazione del World Environmental Day 2015, Achim Steiner ha ricordato che “stiamo operando al 40% al di sopra delle disponibilità della Terra”. Se i consumi non accenneranno a diminuire,”l’estrazione annuale delle risorse globali potrebbe triplicare dai livelli del 2000 fino ai 140 miliardi di tonnellate dal 2050″. Insomma, dati sconcertanti che ci portano a dover porre l’accento sulla questione ambientale, sempre più cara a produttori e consumatori.
Il tema di quest’anno è “Illegal Trade in Wildlife” per creare maggiore sensibilizzazione sulla tutela degli animali selvatici, a cominciare dalle specie più a rischio. Come gli elefanti e gli altri animali selvatici, la cui vita viene messa a rischio ogni giorno dai bracconieri: solo nel continente africano, scelto quest’anno come patria dell’evento che verrà celebrato in Angola, vengono massacrati più di 20.000 pachidermi ogni anno a causa della richiesta dell’avorio delle loro zanne, su una popolazione complessiva di circa 500.000 esemplari. Purtroppo non va meglio ai rinoceronti, braccati per il loro corno: da meno di 20 uccisi dal bracconaggio nel 2007, siamo arrivati ai 1215 nel 2014.
Il 5 giugno rappresenta, quindi, la data della campagna della Nazioni Unite per stimolare, in tutto il mondo, consapevolezza ed azioni per l’ambiente. Negli anni è cresciuta fino a diventare una grande piattaforma globale per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica ed è celebrata in oltre 100 paesi. È allo stesso tempo una “giornata popolare” in cui fare qualcosa di positivo per l’ambiente, per far sì che le azioni individuali diventino una forza collettiva e generando così un impatto positivo esponenziale sul pianeta.
Le campagne e gli eventi al via in tutte i paesi del mondo sono davvero numerosi.
Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO