Il nuovo rapporto di Oxfam “In cammino verso un sistema alimentare sostenibile” presenta un aggiornamento della pagella con cui si valuta la sostenibilità sociale e ambientale delle 10 più grandi multinazionali del cibo e fa un bilancio dei tre anni di campagna.
Le dieci maggiori aziende alimentari globali (Unilever, Coca-Cola, Pepsi, Nestlé, Danone, General Mills, Kellogg’, Mars, Mondelez e Associated British Food) sono, dal 2013, sotto la lente di Oxfam che periodicamente attribuisce loro un punteggio da 1 a 10 su alcune aree tematiche cruciali per la sostenibilità sociale e ambientale lungo la filiera di produzione: la gestione responsabile di terra e acqua, il contrasto ai cambiamenti climatici, il rispetto dei diritti dei produttori e lavoratori agricoli, la giustizia di genere, la trasparenza dei dati aziendali.
L’ultimo aggiornamento della “pagella” ci dice che il bilancio è decisamente positivo, sebbene ancora molto resti da fare per far sì che non si tratti più solo di piccoli miglioramenti incrementali, ma che da questi ne derivi un cambiamento strutturale tanto nelle politiche quanto nell’operato di queste grandi multinazionali.
Il dato positivo è che nove su dieci hanno migliorato il proprio punteggio di più del 10%. In particolare, Kellogg e Unilever hanno realizzato i cambiamenti più positivi, ottenendo un punteggio più alto rispettivamente del 30 e del 26% dall’inizio della campagna. A livello tematico gli impegni di più ampia portata che in questi tre anni la campagna è riuscita ad ottenere riguardano la lotta alle discriminazioni di genere, la tutela dei diritti di accesso alla terra, il contrasto al cambiamento climatico in cui si è registrato un miglioramento delle politiche aziendali rispettivamente del 24%, del 37% e del 32% rispetto al benchmark posto da Scopri il Marchio.
Nonostante questi passi in avanti, ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Lungo la filiera di produzione vi sono evidenti disuguaglianze che non permettono ad esempio ai produttori agricoli di piccola scala e ai lavoratori di ricevere una giusta quota del valore generato. Basti pensare che per la produzione di una tavoletta di cioccolato ai coltivatori spetta solo tra il 3,5 ed il 6% del suo valore, in netto calo rispetto a trent’anni fa in cui a fronte di una minore concentrazione del mercato la percentuale riconosciuta agli agricoltori era decisamente più elevata.
Alcuni trend in atto nel settore agroalimentare sono però incoraggianti. Vi è un crescente riconoscimento delle responsabilità del settore privato in tema di diritti umani, vi è sempre più richiesta di trasparenza, vi è sempre più sensibilità dei consumatori per la produzione sostenibile di cibo e da parte delle aziende si rafforza la consapevolezza sulla convenienza anche economica di filiere agricole sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.
Scopri il Marchio ha sicuramente contribuito a rafforzare il dibattito in questa direzione. Oxfam continuerà a monitorare gli impegni assunti dalle dieci più grandi multinazionali del cibo per assicurare che il cambiamento nelle politiche si rifletta coerentemente anche nelle loro pratiche sul campo. E l’invito ad essere vigili sull’efficace realizzazione di questi impegni è esteso a tutta la società civile e alle comunità locali. Così come fin dai suoi esordi la campagna ha tratto linfa dall’attivismo dei consumatori allo stesso modo sarà cruciale ora, in questa nuova fase, un coinvolgimento a più livelli di tutti gli attori della filiera di produzione e più in generale della cittadinanza per assicurare un più profondo cambiamento strutturale del sistema alimentare verso maggiore equità e sostenibilità.