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I parchi americani sono in crisi, saranno finanziati dalle multinazionali

I parchi americani sono in crisi, saranno finanziati dalle multinazionali

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I parchi americani sono in crisi, saranno finanziati dalle multinazionali

Immaginate l’Half Dome, la titanica roccia granitica simbolo del Parco nazionale di Yosemite, in California, con impresso il logo rosso di Coca cola, oppure lo stemma di Mc Donald campeggiare su una delle monumentali pareti del Grand Canyon. Si tratta di uno scenario raccapricciante ed iperbolico ma, purtroppo, neppure così fantasioso.

Se il governo non paga i parchi si rivolgono ai privati

Secondo la ong ambientalista National Parks Conservation Association, negli ultimi cinque anni il bilancio destinato ai parchi americani è stato ridotto del 62 per cento, lasciando un deficit di oltre undici miliardi di dollari, soldi necessari alla manutenzione di strade, sentieri e centri visitatori. Considerati i tagli governativi il Nps ha deciso di rivolgersi a donatori privati per finanziarsi, in altre parole alle grandi aziende. Attualmente tali donazioni costituiscono il 9 per cento del bilancio del Nps, ma i donatori privati ??inizieranno a svolgere un ruolo sempre più importante e più visibile.

Cosa cambierà

I funzionari del Nps hanno precisato che l’avvento di donatori privati non trasformerà i parchi in surrogati di Times Square. Secondo le nuove regole le aziende non potranno essere riconosciute come sponsor ufficiali e non saranno ceduti i diritti sui nomi di monumenti naturali o storici. Ciò però non significa che i nomi degli sponsor non saranno visibili o associati ai parchi, i loro loghi saranno stampati su opuscoli, newsletter, poster, cartoline, striscioni, veicoli del Nps, all’interno dei centri visita e dell strutture presenti nei parchi, lungo i percorsi, nelle aree verdi e forse persino nei contenitori anti-orso.

I cittadini americani non sono d’accordo

Gli americani non vedono però di buon occhio questo cambio di tendenza e vorrebbero che le aziende stessero alla larga dai patrimoni naturali. Una petizione online, nata proprio per protestare contro questa decisione e denunciare il conflitto di interessi che avrebbero alcune aziende sponsor, ha già raccolto oltre 24mila firme. “I parchi sono uno spazio sacro, molto raro nella società moderna in quanto liberi dall’influenza delle aziende e così dovrebbero rimanere”, si legge nel testo della petizione.

di Lorenzo Brenna

Fonte: lifegate.it – Del 15/06/2016

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