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Nuovo regolamento SISTRI: le novità e i molti problemi irrisolti – di Paolo Pipere

Nuovo regolamento SISTRI: le novità e i molti problemi irrisolti – di Paolo Pipere

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Nuovo regolamento SISTRI: le novità e i molti problemi irrisolti – di Paolo Pipere

L’entrata in vigore del decreto ministeriale 30 marzo 2016, n. 78 è stata accolta dai primi commentatori con reazioni molto diverse. Da un lato, si sono registrate valutazioni entusiastiche fondate esclusivamente sulla constatazione che la recente norma snocciola in bell’ordine tutti gli impegni di semplificazione procedurale, di eliminazione dei dispositivi USB e delle black box già più volte formalizzati e ai quali, però,  in nessun caso né in passato né oggi si è dato seguito. Dall’altro, si è evitato ogni sforzo analitico liquidando la disposizione come mera ripetizione di quanto già affermato in passato.


In realtà l’entrata in vigore del nuovo regolamento impone una valutazione meno manichea e più orientata a comprendere nel dettaglio se, e in che misura, la nuova disposizione risolva le molte incertezze che una stratificazione normativa assolutamente anomala ha generato nei sette tormentati anni di vita del sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Le novità ci sono. Dall’estensione alle imprese di ogni dimensione della possibilità di affidare alle associazioni imprenditoriali l’onere della gestione del SISTRI, all’indebito ampliamento dell’obbligo di impiego del sistema telematico a imprese e enti del tutto diversi da quelli individuati dalla norma di rango primario (si pensi ai trasportatori di propri rifiuti pericolosi in modeste quantità oppure ai nuovi produttori di rifiuti non pericolosi). 

Dalla conferma dell’obbligo di adesione dei gestori di piattaforme di messa in riserva o deposito preliminare di rifiuti urbani pericolosi, erroneamente ritenuta superata solo un paio di settimane fa, all’ennesima riformulazione della nozione di delegato SISTRI. 

Dall’occasione mancata di semplificazione procedurale connessa al conferimento dei rifiuti ai circuiti organizzati di raccolta, alla confusa riproposizione di procedure di utilizzo del SISTRI che si sono rivelate o inattuabili o così farraginose da scoraggiare anche i, pochi, estimatori del sistema di tracciabilità. 

Dall’eliminazione dell’onere di comunicare con ore di anticipo l’intenzione di movimentare i rifiuti, alla conferma della, assolutamente vana, speranza che legioni di imprese ed enti non tenuti ad impiegare il sistema si precipitino ad adottarlo su base volontaria.

E non è tutto. Per questo motivo è assolutamente necessario comprendere come e in che misura le nuove disposizioni determinano la necessità di modificare le procedure aziendali e, soprattutto, come evitare i rischi connessi con il doppio regime di documentazione della corretta gestione dei rifiuti. Un “doppio binario” che, è facile pronosticare, durerà molto più a lungo di quanto finora annunciato. 

Paolo Pipere



Paolo Pipere (nella foto in alto), Esperto di Diritto e gestione dell’Ambiente, è Segretario nazionale dell’Associazione italiana esperti ambientali. Giornalista e saggista, è autore o coautore di oltre 35 volumi, da molti anni è collaboratore della sezione Norme e tributi de Il Sole 24 Ore e cura la rubrica mensile sugli adempimenti ambientali per le imprese.

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