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Brasile: le opportunita’ per le aziende italiane nella filiera dei rifiuti

Brasile: le opportunita’ per le aziende italiane nella filiera dei rifiuti

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Brasile: le opportunita’ per le aziende italiane nella filiera dei rifiuti

Il Brasile è un’occasione primaria di sviluppo per tutte le imprese italiane della green economy. Rimini Fiera ed Ecomondo hanno presentato a Bologna il Rapporto sullo stato dei rifiuti nel Paese sudamericano, commissionato da ICE Brasile e realizzato da Abrielpe, sottolineando le opportunità per le nostre aziende.

Rimini Fiera dal 2015 organizza Fimai Ecomondo Brasil a San Paolo e con Ecomondo è impegnata a connettere le due realtà. Del potenziale business in Brasile si è parlato a Bologna, presso la sede della Regione Emilia-Romagna, nel corso di un workshop promosso da Ecomondo durante il quale è stato presentato il Rapporto e sono state illustrate le opportunità di collaborazione fra le aziende italiane e la domanda di un mercato in forte espansione.

La ricerca presentata è stata commissionata da ICE Brasile ed è stata curata da ABRELPE (Associação Brasileira de Empresas de Limpeza Pública e Resíduos Especiais). Come ha spiegato la ricercatrice Gabriela Otero Sartini, ci sono tre aspetti fondamentali che fanno del Brasile un approdo favorevole per le imprese italiane della green economy.

In primo luogo, più del 65% dei rifiuti urbani in Brasile è gestito da aziende private; inoltre, la strategia guarda alla produzione di compostaggio e biogas, settori nei quali l’Italia è un paese leader; infine, la presenza di gradi aree urbane nelle quali pianificare la messa in opera di nuovi impianti.

E’ importante sottolineare anche che il Brasile presenta un dinamismo importante in questo settore, è pronto ad accogliere impianti con tecnologie validate che tengano conto dei costi di gestione che in Brasile sono piuttosto bassi.

Per quanto riguarda i rifiuti, in Brasile nel 2014 l’ammontare totale dei RSU (rifiuti solidi urbani) è stato di poco più di 71 milioni di tonnellate. Il rapporto tra la quantità di rifiuti prodotti e la raccolta degli stessi ha raggiunto un indice del 90,6%, con discrepanze considerevoli però tra le diverse regioni geografiche, mentre, poco più di 7 milioni di tonnellate di rifiuti non sono stati raccolti ed hanno avuto una destinazione sconosciuta o inadeguata rispetto a quanto indicato dalla legislazione (dati Ricerca ICE Brasile – ABRELPE).

“Fra imprese italiane e brasiliane ci sono ottime prospettive di collaborazione – conferma il Prof. Fabio Fava, presidente del CTS di Ecomondo – considerando il fatto che il Paese sudamericano sta equipaggiandosi di normative e direttive nuove e stringenti sul fronte ambientale, sovente in linea con quelle già adottate in Europa, in particolare sul fronte della salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, sul frazionamento e la valorizzazione dei rifiuti. Ciò genera nuovo fabbisogno di ricerca ed innovazione e quindi nuove opportunità di mercato, di interesse per un Paese come l’Italia che ha già fatto lo stesso percorso negli ultimi anni, con aziende pronte ad accompagnare l’avvio di procedure e competenze mature e validate nei vari ambiti regolamentati”.

Gli appuntamenti ora sono due: Fimai Ecomondo Brasil (4-6 ottobre 2016) e Ecomondo (8-11 novembre 2016). Rimini Fiera annuncia che sta pianificando incontri fra operatori per favorire accordi commerciali che sfruttino, nel corso delle suddette fiere, le importanti opportunità che stanno scaturendo da iniziative come questa.

di Anna Tita Gallo

Fonte: greenbiz.it – Del 08/07/2016

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