L’Italia ha ratificato l’Accordo di Parigi, che entrerà in vigore il prossimo 4 novembre. L’aula del Senato ha approvato all’unanimità con una sola astensione il documento prodotto dalla COP21 lo scorso dicembre, che impegna i 196 che vi hanno aderito a mettere in atto una serie di misure per limitare le emissioni di gas climalteranti per contenere il riscaldamento globale entro 2 gradi, possibilmente entro 1,5.
Il provvedimento prevede la partecipazione dell’Italia alla prima capitalizzazione del Fondo Verde per il Clima (Green Climate Fund), istituito dalla sedicesima Conferenza delle Parti (COP16) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul clima svoltasi a Cancun nel 2010, con 50 milioni di euro per ogni anno, dal 2016 al 2018.
Si tratta di uno strumento finanziario multilaterale di investimento per progetti a favore dei paesi in via di sviluppo che vogliano ridurre le emissioni e accrescere le proprie capacità di adattamento. Gli Stati membri dell’UE si sono impegnati a fornire quasi la metà delle risorse del fondo: 4,7 miliardi di dollari.
Il prossimo passo si compirà a breve, la COP22 infatti si svolgerà a Marrakech dal 7 al 18 novembre prossimi e sarà la sede in cui si inizierà a discutere su come implementare l’Accordo di Parigi, quali misure adottare, come verificare gradualmente il rispetto degli impegni presi e, soprattutto, decidere tempi e modi degli importanti passaggi intermedi. Infatti l’Accordo di Parigi andrà revisionato in funzione sia degli sforzi dei Paesi, sia dei dati più aggiornati sull’andamento del clima.
La sfida adesso è quella di dare subito attuazione agli impegni in favore di investimenti e misure che riducano gli effetti distruttivi dei cambiamenti climatici, investendo in modo deciso nella sostituzione delle fonti di energia fossili con quelle rinnovabili, nell’efficienza energetica e nell’economia verde italiana.
L’Italia è già per diversi settori all’avanguardia: per consolidare i nostri primati e raggiungerne di nuovi, facendo anche il bene della salute, dell’ambiente e di una sempre migliore qualità della vita, bisogna far diventare l’economia verde la priorità dell’azione economica italiana.
Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO