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Living Planet Report: il WWF presenta il nostro Pianeta

Living Planet Report: il WWF presenta il nostro Pianeta

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Living Planet Report: il WWF presenta il nostro Pianeta

Il WWF ha presentato in tutto il mondo il suo Living Planet Report. Arrivato alla sua undicesima edizione, il rapporto è una pubblicazione biennale che l’organizzazione ambientalista dedica alla situazione del pianeta. 


Perdita di habitat, degrado ed eccessivo sfruttamento della fauna selvatica sono le minacce principali per le specie individuate nel report, tutte direttamente legate alle attività umane. Per la prima volta nella storia l’impatto delle attività dell’uomo sui sistemi viventi del Pianeta è talmente forte da generare la “nascita” di un nuovo periodo geologico nella storia della Terra, l’Antropocene, sempre più diretto verso una possibile estinzione di massa. 

Secondo il Rapporto WWF, la produzione alimentare necessaria a soddisfare le complesse esigenze di una popolazione umana in espansione sta distruggendo gli habitat e sfruttando in modo insostenibile la fauna selvatica. 

Oggi l’agricoltura occupa circa un terzo della superficie totale della Terra e rappresenta quasi il 70% del consumo di acqua. Almeno 50 paesi hanno sofferto di scarsità d’acqua, oltre il 30% degli stock di pesce sono sovrasfruttati. 

Secondo i modelli dello Stockholm Resilience Centre (i cui scienziati hanno collaborato alla redazione del Report) l’umanità ha superato quattro dei nove confini planetari (clima, integrità della biosfera, flussi biogeochimici di azoto e fosforo e cambiamenti nell’uso del suolo) andando oltre le soglie di sicurezza dei processi del sistema Terra che sono critici per la vita sul pianeta e per la vita umana, utilizzando globalmente risorse che equivalgono a 1,6 pianeti in termini di beni e servizi utilizzati ogni anno.

Secondo il rapporto, le popolazioni globali di pesci, uccelli, mammiferi, anfibi e rettili si sono ridotte del 58% tra il 1970 e il 2012, preannunciando un crollo imminente di almeno due terzi entro il 2020.

Le specie di acqua dolce sono complessivamente diminuite dell’81% tra il 1970 e il 2012, l’indice marino delle specie mostra per lo stesso periodo un calo complessivo del 36%. 

Capire questo fenomeno ci permette di individuare soluzioni per il ripristino degli ecosistemi da cui dipendiamo. Il Living Planet Report 2016 descrive infatti alcune soluzioni in grado di trasformare i processi produttivi e i consumi al fine di garantire cibo per tutti, ma in maniera sostenibile. Il rapporto si concentra anche sui cambiamenti fondamentali richiesti nei sistemi energetici e di finanza globale per soddisfare le esigenze di sostenibilità delle generazioni future.

Tra i vari esempi il rapporto descrive il caso dei piccoli agricoltori in Kenya che collaborano con le autorità locali e l’industria alimentare per la gestione delle risorse naturali del lago Naivasha,  il secondo più grande specchio d’acqua dolce del paese, un hotspot di biodiversità e una risorsa importante per il PIL nazionale. 

Nel Report si segnala con forza l’attuazione concreta dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, approvata da tutti i paesi del mondo in sede ONU nel 2015 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come una guida essenziale al quel processo decisionale in grado di assicurare che l’ambiente sia tenuto in conto al pari di altri interessi economici e sociali. 

Le  strade suggerite dal WWF per un’Italia sostenibile:

1. Il 4 novembre è entrato in vigore l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Da quel giorno l’Italia deve essere pronta non solo a mantenere le proprie promesse e il proprio assenso formale all’attuazione dell’Accordo ma ad incrementare in maniera decisa e concreta tutti gli sforzi nel campo delle energie rinnovabili, l’efficienza ed il risparmio energetico, eliminando progressivamente gli approvvigionamenti da fonti di combustibili fossili ad iniziare dal carbone.

2. L’Italia deve provvedere, al più presto,alla realizzazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile in un maniera sinergica ed integrata con tutti gli organi di governo, in armonia con l’Agenda 2030 ed i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ed avviare concretamente la realizzazione delle proposte in essa contenute.

3. E’ stato finalmente formalizzato con la prima riunione, che ha avuto luogo il 25 ottobre, il Comitato nazionale per il Capitale Naturale (legge 221/2015) che dovrà realizzare il primo rapporto sullo stato del capitale naturale del nostro Paese entro il febbraio 2017. Il documento dovrà essere integrato nel processo di programmazione economica a partire dalla predisposizione del DEF fino alla legge di bilancio.

4. Elaborazione e realizzazione di un Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico.







Daniela Calabrò
Ufficio Stampa ESO

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