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L’orienteering è lo sport per chi ama la natura e l’avventura

L’orienteering è lo sport per chi ama la natura e l’avventura

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L’orienteering è lo sport per chi ama la natura e l’avventura

L’orienteering (o corsa d’orientamento) è uno sport immerso nella natura. È caratterizzato da una gara a cronometro dove i partecipanti usano una carta topografica dettagliata per raggiungere i punti di controllo, posizionati nell’area della gara e segnati sulla mappa, scegliendo il percorso migliore. 


La prima manifestazione di orienteering si svolse  in Norvegia nel 1897. Nel 1919 a Stoccolma venne organizzata la prima gara ufficiale di corsa di orientamento con la partecipazione di circa duecento concorrenti;  nel 1932 si svolse  la prima gara internazionale. 

A partire da questo momento l’orienteering si diffuse in molti paesi europei. Nel 1959, in Svezia, venne costituita l’I.O.F. (International Orienteering Federation) e dal 1965 si disputano i Campionati Mondiali, con una partecipazione sempre più crescente di paesi interessati e di concorrenti.

In Italia, la prima gara ufficiale di corsa d’orientamento, venne organizzata nel 1974, a Ronzone (Passo della Mendola). Nel 1976 si disputarono i primi Campionati Italiani su cartina realizzata secondo le norme internazionali. Dal 1986 il CONI ammette la FISO quale Disciplina Associata.

Questo sport si può praticare sia in bosco che in città, sia a livello amatoriale (come se fosse un’escursione fuori porta), sia a livello agonistico. La disciplina più praticata è la corsa (C-O) ma esistono anche le varianti in mountain-bike (MTB-O), con gli sci da fondo (SCI-O) e la versione paralimpica (TRAIL-O) dove non conta la velocità ma la precisione.

Sul terreno ogni punto di controllo è segnalato con una bandiera bianca e arancione, nel gergo chiamata lanterna, fatta di materiale biodegradabile. Per registrare il proprio passaggio l’atleta deve punzonare il testimone oppure inserire il chip elettronico nell’apposita stazione. Vince il partecipante che trova tutti i punti di controllo nell’esatto ordine e che ci ha impiegato il minor tempo.

All’atleta sono richieste velocità, agilità e, soprattutto, grande abilità nel leggere ed interpretare la mappa del terreno di gara. 

La mappa che si usa per l’orienteering ha una simbologia specifica ed è estremamente dettagliata: a seconda della gara la scala può variare da 1:15.000 a 1:5000 (1 cm sulla mappa equivale a 150/50 m sul terreno). I colori e i simboli utilizzati sono uguali in tutto il mondo e si adattano a uno standard definito dalla federazione internazionale (IOF).

Al di là degli aspetti agonistici, la corsa di orientamento consente di affinare le capacità logiche e di orientamento, di scoprire a fondo le bellezze naturalistiche di un territorio e, soprattutto, di passare una giornata immersi nella natura. Per queste ragioni l’orienteering è particolarmente apprezzato anche dai ragazzi.

L’orienteering negli ultimi anni è sempre più praticato anche dalle aziende come attività di team building. Una giornata di questo sport può migliorare la coesione di un gruppo di lavoro che potrà tornare in azienda più produttivo di prima.

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