I semi non hanno tempo, ne’ fretta
magazine.greenplanner.it
Semi di fagiolo ritrovati in una vecchissima scatola della tombola, recuperati per caso in un casolare abbandonato in Sicilia hanno ridato vita a una piantagione di una specie ormai estinta.
È Francesco Sottile, professore presso il Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Palermo a raccontare questo aneddoto. I semi sono così: hanno vita dentro per sempre. E danno vita. Per sempre.
Così quando chiediamo ad Antonio Lo Fiego, fondatore di Arcoiris, produttore italiano di sementi biologiche e biodinamiche, che senso abbia mettere la data di scadenza sulle bustine di semenza, lui risponde: “è la normativa che lo pretende, ma io lo dico sempre i semi durano anni”.
Anche il fattore tempo è da considerare a favore di chi propende per le sementi biologiche. Chi pianta un seme tradizionale ed è accorto, può replicare la propria semenza all’infinito.
A noi piace pensare che si possa scegliere e che forse anche in questo caso la verità sta nel mezzo. Da una parte i metodi tradizionali, dall’altro l’industria agraria e le tecnologie anche da laboratorio. In tutti e due i casi ci sono pro e contro.
Vero è che le comunità contadine di tutto il mondo selezionano e producono semi e se li scambiano fra loro. Conoscono il loro territorio e adattano a questo la loro produzione.
Poi però i conti vanno fatti anche con i cambiamenti climatici, e non solo, che stanno iniziando a minare il risultato di questa produzione. Per cui anche le comunità contadine necessitano di adattamenti e devono far ricorso ad agenti tecnologici. Sappiamo che questa è la realtà delle cose.
Dalla sua, l’agricoltura industriale, che ha bisogno di uniformità e di resa, ha ridotto pesantemente il numero di varietà coltivate e vendute e ha concentrato in poche mani il controllo dei semi; multinazionali che li creano in laboratorio. Ma si può pensare che ci possa essere un diverso approccio industriale alla coltivazione?
Intanto, una partnership tra Slow Food, Università degli Studi di Palermo, Arcoiris ed Eataly è stata siglata per ribadire l’importanza della salvaguardia e della promozione delle varietà locali e tradizionali di semi biologici.
Nei punti vendita di Eataly è possibile acquistare le buste di semi di varietà tradizionali italiane a certificazione Ccpb.
È chiaro che in questo caso il target è l’agricoltore per hobby. Una nuova figura di contadino, per lo più metropolitano, che merita un capitolo a parte.
di M.Cristina Ceresa
Fonte: magazine.greenplanner.it – Del 23/03/2017
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