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UK: senza accordo nucleare restituiremo i rifiuti radioattivi

UK: senza accordo nucleare restituiremo i rifiuti radioattivi

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UK: senza accordo nucleare restituiremo i rifiuti radioattivi

Il dipartimento Brexit minaccia l’UE con la possibilità di rispedire centinai di tonnellate di scorie ai paesi d’origine. Italia compresa

 Nella trattativa sul post-Brexit la Gran Bretagna cala l’asso: se durante i colloqui con l’Unione Europea non si dovesse raggiungere un accordo di cooperazione sul nucleare, i rifiuti radioattivi esteri saranno rispediti indietro. Una minaccia, neppure troppo velata, che fa capolino dal documento sulla posizione UK nei negoziati di uscita dall’UE.

Qual è il problema? Semplice: in contemporanea con la Brexit, il Regno Unito ha lascerà anche l’Euratom, la Comunità europea per l’energia atomica che regola lo sviluppo dell’energia nucleare e il suo commercio nei Ventotto. Una volta fuori, infatti, Londra si troverebbe ad affrontare nuovi e maggiorati costi, legati soprattutto all’organizzazione delle norme di sicurezza per la fornitura e il trasferimento di combustibili nucleari. Con dirette conseguenze sulle  forniture all’interno dei confini nazionali di carburante per i reattori e di isotopi per il trattamento sanitario delle patologie tumorali.

 A maggio la commissione per la selezione energetica della Camera dei Comuni ha sollecitato il Regno Unito a rinviare l’uscita dall’Euratom. Ma il primo ministro Theresa May lo ha riconfermato l’intenzione solo qualche giorno fa, facendo infuriare l’opposizione.

Un accordo preventivo con l’UE è dunque essenziale e per riuscire “ad essere dentro” pur “essendo fuori”, il governo è pronto a giocarsi un’ultima carta.

Se i negoziati dovessero fallire in tal senso, la Nazione ha il diritto di “restituire i rifiuti radioattivi […] al suo paese d’origine”. Parliamo di un totale di  oltre 12o tonnellate di materiali nucleari provenienti da paesi dell’Unione come Germania, Italia e Svezia. In questi anni, l’impianto statale Sellafield nella contea inglese di Cumbria, è stato uno dei più attivi nel riprocessamento del combustibile nucleare irraggiato proveniente da tutta Europa.

Da parte sua, Bruxelles insiste che tale cooperazione sulla regolamentazione nucleare richiede al Regno Unito di riconoscere la competenza della Corte europea di giustizia: una questione su cui la May, però, non è disposta a cedere.

 

Fonte: Lifegate.it, 20 Luglio 2017

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