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L’uomo al centro. Oppure no?

L’uomo al centro. Oppure no?

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L’uomo al centro. Oppure no?

La 43a edizione della Giornata Mondiale della Pace, che la Chiesa Cattolica celebra ogni anno l’1 gennaio, è stata dedicata all’ecologia. E il messaggio lanciato da Benedetto XVI nell’omelia della messa celebrata a Capodanno nella basilica di San Pietro a Roma – “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” – è stato interpretato da una parte della stampa come una svolta ecologista del Magistero pontificio. In realtà anche il predecessore di papa Ratzinger si era più volte espresso, in diverse encicliche e nelle sue allocuzioni rivolte alla Pontificia Accademia delle Scienze, sul tema dell’ecologia. E al pari di Benedetto XVI, anche Giovanni Paolo II ha sempre posto l’uomo al centro delle questioni ambientali. Se infatti l’attuale pontefice ha affermato che “se l’uomo si degrada, si degrada l’ambiente in cui vive”, egli ha parimenti sottolineato che il credo cattolico reputa l’uomo il custode attivo della natura, poiché creato a immagine e somiglianza di Dio. “Il papa – ha commentato il cardinal Bagnasco – ci ricorda che, pur nell’importanza dell’ambiente, un’esasperazione della mentalità ecologica non fa bene all’ecologia e che neppure un’esasperazione della mentalità biologica, cioè della vita di tutto ciò che è vitale, fa bene a un’educazione ecologica”. Diversamente il rischio, ha aggiunto il cardinale, è che la vita dell’uomo venga ritenuta equivalente a ogni altra forma di vita vegetale o animale.
Di parere fondamentalmente opposto molte filosofie e religioni orientali, che negano la superiorità dell’essere vivente uomo. E proprio a tali filosofie si ispira il testo L’ecologia profonda, dello studioso Guido Dalla Casa, che spiega: “L’ecologia profonda è un movimento filosofico e di pensiero, una visione del mondo a sfondo panteista che richiede un profondo rispetto per tutti gli esseri senzienti (e quindi anche gli ecosistemi) e per tutte le relazioni che li collegano fra loro e al mondo cosiddetto inanimato. Non assegna alla nostra specie un valore particolare, ma la considera completamente parte della Natura. Vede la Terra come l’Organismo cui apparteniamo. L’ecologia di superficie resta completamente antropocentrica e quindi non modifica il sottofondo di pensiero della cultura occidentale: richiede soltanto di diminuire il più possibile gli inquinamenti e salvare alcune aree intatte per il beneficio dell’uomo. Considera la Terra come la casa dell’uomo. In sostanza, tutto può andare avanti come prima, con qualche accorgimento tecnico e qualche depuratore”.
Visioni diverse di un problema di cui comunque si riconosce l’esistenza e di cui – questo è il fatto fondamentale – si parla, si discute. D’altronde i temi ecologici hanno una valenza talmente trasversale ai diversi aspetti della vita dell’uomo che ormai ben poche discipline dello scibile umano possono esimersi dal prenderli in considerazione. Non foss’altro per le pesanti ricadute di carattere sociale (e politico) che li contraddistinguono.

Costanza Fregoni
Ufficio Stampa ESO

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