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Dal fronte delle rinnovabili

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Dal fronte delle rinnovabili

Il 2010 sembra cominciare sotto i migliori auspici per il settore delle energie rinnovabili, sia grazie alle buone performance registrate nell’anno appena chiuso, in particolare in Italia, sia in virtù di alcune novità scientifiche di una certa rilevanza.
Il Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha di recente diramato un comunicato nel quale si legge che, stando alle prime elaborazioni dei dati a disposizione, nel 2009 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha visto una crescita nel nostro Paese pari al 13% rispetto al 2008. In testa il fotovoltaico (da 193 GWh a circa 1.000 GWh nel periodo considerato, +400%), ma rilevanti sono state anche ler performance dell’eolico (da 4.861 GWh a 6.600 GWh, +35%) e delle biomasse (da 5.966 GWh a 6.500 GWh, +10%). In termini di copertura del fabbisogno globale di energia elettrica, le rinnovabili nel 2009 hanno rappresentato in Italia il 20%, contro il 16,5% del 2008.
Il fotovoltaico farà presto il suo ingresso anche nel centro storico di una delle nostre più belle città d’arte. È stato infatti approvato dal consiglio comunale di Venezia il regolamento di Edilizia che consente l’installazione dei pannelli termici e fotovoltaici. Per la tutela del paesaggio, tuttavia, i pannelli non dovranno essere visibili dalla Laguna o dalla pubblica via.
La diffusione del fotovoltaico potrebbe tra l’altro subire un’ulteriore forte accelerazione grazie alla messa a punto, da parte degli scienziati dei Sandia National Laboratories, di piccole celle fotovoltaiche in silicio cristallino, spesse 70 micron e del diametro variabile tra 14 e 20 micron, che potrebbero essere fissate su una miriade di supporti diversi, tessuti compresi, per la produzione di tende solari o addirittura di abbigliamento ad accumulo. Evidenti i vantaggi di praticità e di riduzione dei costi di produzione e di installazione rispetto agli attuali pannelli.
Per quanto riguarda invece l’eolico, i dati 2009 collocano l’Italia al terzo posto in Europa e al sesto nel mondo. L’eolico si diffonde anche in Antartide dove, a Ross Island, la Nuova Zelanda ha inaugurato recentemente un nuovo impianto, dando il via a una serie di progetti per rendere la base scientifica di Scott meno dipendente dal gasolio, riducendone al contempo le emissioni di gas serra. Ma anche la base scientifica statunitense di McMurdo ususfruirà dell’energia prodotta dal parco eolico di Ross Island, secondo in ordine di tempo a sorgere in Antartide, dove è già attivo quello realizzato dall’Australia nella Mawson Station.
E secondo quanto dimostrato da Dan Wilhelmsson (Dipartimento di Zoologia dell’Università di Stoccolma) in una tesi di recente pubblicazione, i parchi eolici off-shore possono, funzionando da barriere artificiali, controbilanciare gli effetti negativi esercitati sugli ecosistemi oceanici dalla riduzione della barriera corallina (feomeno non ancora del tutto spiegato, ma che dipenderebbe dalla ridotta capacità di calcificazione dei coralli, a sua volta legata all’innalzamento delle temperature medie delle acque), favorendo la proliferazione delle specie ittiche che vivono sui fondali.
Curiosa l’affermazione che leggiamo in un comunicato recente di Coldiretti: “Il fatto che il 2009 si posizioni al quinto posto tra gli anni più caldi degli ultimi due secoli in Italia ha senza dubbio influito sul consumo di energia elettrica, che ha fatto segnare nello stesso anno il calo peggiore dal 1945, anche per effetto della crisi. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), dai quali emerge anche che le temperature medie del 2009 sono state superiori di 1,15 gradi rispetto alla media di confronto del periodo 1961-1990″. Sul fatto che il riscaldamento globale non sia una buona cosa siamo tutti d’accordo. Ma un calo dei consumi di energia non sembrerebbe essere un fatto così negativo… Ed è peraltro discutibile il legame, non così diretto, tra temperature e consumo di energia elettrica.

Costanza Fregoni
Ufficio Stampa ESO

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