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REGIONALI: LEGAMBIENTE A CANDIDATI, SFIDA DELLO SVILUPPO VERDE

REGIONALI: LEGAMBIENTE A CANDIDATI, SFIDA DELLO SVILUPPO VERDE

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REGIONALI: LEGAMBIENTE A CANDIDATI, SFIDA DELLO SVILUPPO VERDE

(AGI) – Roma, 22 feb. – Politiche ambientali sostenibili e ‘Green economy’ come motore di sviluppo per “riempire di contenuti concreti la prossima campagna elettorale”, poiche’ le Regioni hanno “responsabilita’ enormi” per disegnare la qualita’ dello sviluppo nei territori per uscire dalla crisi. Legambiente lancia la sfida della sostenibilita’ e dello sviluppo ‘verde’ e ‘pulito’ ai candidati governatori per rilanciare l’economia del Paese, e lo fa dalle pagine del rapporto ‘Ambiente Italia 2010′ diffuso oggi a Roma. Dalle fonti rinnovanili alla gestione di acqua e rifiuti, dai trasporti al dissesto idrogeoligico il messaggio e’ chiaro: le Regioni devono promuovere uno sviluppo piu’ moderno e pulito, avviando sul serio la Green economy, creando nuovi occupati in settori strategici, modernizzando il Paese puntando sulla qualita’ e la vivibilita’ concreta. “Sono proprio le Regioni, che oggi hanno competenze rilevanti e spesso esclusive in materie delicatissime ad avere la responsabilita’ di trovare le risposte piu’ efficaci per uscire da questa situazione”, ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, “la sfida che proponiamo ai candidati Governatori e’ di cogliere le opportunita’ che la crisi climatica ed economica ci propongono, dimostrando l’esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessita’ di fare della ‘Green economy’ e della qualita’ dei territori italiani il punto di forza per rilanciare il Paese”. Le proposte di Legambiente sono precise: “Si tratta di spingere le fonti rinnovabili, far crescere la mobilita’ pendolare sui treni, migliorare la gestione e il recupero di acqua e rifiuti, ridurre il prelievo e l’impatto delle cave, valorizzare il sistema dei parchi, fermare il dissesto idrogeologico”, ha spiegato Dezza. Per farlo, il dossier di Legambiente indica strategie chiare e concretamente realizzabili spiegando anche dove andare a reperire le risorse. “I governatori devono avere il coraggio di utilizzare una nuova fiscalita’ che alleggerisca lavoro e imprese e colpisca l’uso delle risorse ambientali per far pagare finalmente chi oggi lucra scavando le montagne, imbottigliando l’acqua o consumando suoli”, ha continuato Dezza, “devono introdurre trasparenti e efficienti sistemi a tariffa per la gestione dei rifiuti e dell’acqua. Insomma, devono assumersi la responsabilita’ di cambiare in meglio le regioni italiane per renderle piu’ moderne spingendo l’innovazione nei settori piu’ promettenti”. Gli ha fatto eco Duccio Bianchi dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia: “L’Italia ha perso negli anni Novanta l’opportunita’ di diventare un pioniere nell’industria delle rinnovabili. E oggi, se continuera’ a mancare una convergenza tra pubblica amministrazione e imprenditoria e ricerca, saremo tagliati fuori anche dalla nuova Green economy”. (.

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