Bilancio 2005 -2010: il metodo gestione rifiuti ‘porta a porta spinto’ presenta il conto…
In Alessandria
Il metodo gestione rifiuti “porta a porta spinto” presenta il conto. Dal 2005 circa quando nella provincia alessandrina molte amministrazioni sono partite su progetto piu ideologico che pratico imponendo ai cittadini il metodo “porta a porta spinto” raccontandoci con assemblee, filmati (modello “isola felice”), brochure coloratissime, che bisognava differenziare i rifiuti per riutilizzare il differenziato e portare in discarica meno rifiuti da gestire o incenerire. Nelle spiegazioni profuse con ogni mezzo la parola “differenziare” e stata sempre posta furbescamente a “porta a porta” attenti a spiegare che differenziare e una forma di gesto educativo che lo si poteva fare nelle proprie case per poi conferire i vari rifiuti nei cassonetti stradali evitando ogni situazione creata imponendo tale metodo, ciliegina sulla torta dei nostri amministratori ed esperti era portare come esempio la citta di Novara neanche questa fosse il classico “ombelico del mondo” (una su mille)! Dal 2006 alla nascita del nostro “Coordinamento Provinciale Rifiuti – Si differenziare – No porta a porta”, con esperienze di reali situazioni in varie parti di Italia e in Europa dove tale metodo era in uso o abbandonato da tempo, abbiamo cercato di dialogare con Provincia, Consorzi, Amministratori, tecnici e fare capire che tale metodo gia smantellato in passato sarebbe stato improponibile perche costoso, laborioso, inadeguato con l’aumento di addetti, i mezzi sostituiti, i cassonetti esistenti regalati, i nuovi piu piccoli ma tanti a riempire grandi spazi privati e un grande business a partire da chi ha approntato il progetto a scendere. Un metodo soprattutto retrogrado, in quanto non avrebbe tenuto in conto delle innovazioni tecnologiche sopraggiunte in questo campo……nessuno ci ha ascoltato ma alcuni ci hanno rimesso le poltrone, le aziende rifiuti sono andate in crisi economicamente e il risultato e che ora tale scelta politico-ideologica presenta il conto: da un po’ di tempo sui nostri organi di informazione si legge che citta dopo citta si annuncia un aumento del costo rifiuti che va dal 19% al 30 e oltre %. Il rammarico e che quel conto come sempre sara totalmente sul groppone sempre piu curvo dal peso che deve sostenere il cittadino, perche e “pantalone” che paghera scelte poco ponderate effettuate senza uno straccio di piano industriale perche se ce ne fosse stato uno era ben vero che si sarebbero accorti dei danni prodotti da tale scelta mai trovata nelle pieghe della Legge “Ronchi” compresa la mancanza di pre-dialogo e democratica partecipazione e condivisione da parte della popolazione. Graziella Zaccone Languzzi Coordinamento Provinciale Rifiuti ” Si differenziare – No porta a porta”
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