Una soluzione al problema delle scorie radioattive
Corriere della Sera
Cari Beppe e Italians, riguardo al dibattito sull’energia nucleare, vorrei far notare che una soluzione al problema delle scorie radioattive (o almeno di quella piccola frazione di esse, come il plutonio e i cosiddetti transuranici, che hanno vita media molto lunga – dell’ordine delle decine o centinaia di migliaia di anni – e hanno direttamente o indirettamente potenziali fini militari) c’e gia eccome, e consiste nella loro effettiva e completa distruzione in reattori adatti che sfruttino tecnologia a neutroni ad alta energia, come nel progetto americano dell'”integral fast reactor” (si veda l’interessante e completa pagina di wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Integral_Fast_Reactor), che permette di “incenerire” tutti gli elementi radioattivi a lunga vita e di “bruciare” tutto il combustibile nucleare non sfruttato, piu del 99% dell’uranio di partenza – in un reattore tradizionale ad acqua, praticamente solo l’uranio 235 (ed in pratica nemmeno tutto), cioe il 7 per mille dell’uranio in natura, e realmente sfruttato, il resto rimane nelle scorie come combustibile non “bruciato”, sottoforma di uranio depleto (> 95% del totale) e plutonio e transuranici a lunga vita (~ 1%). Per cui, e importante notare come, nonostante le scorie radioattive prodotte in forma solida e molto compatta siano volumi molto modesti (milioni se non miliardi di volte in volume piu ridotti) rispetto ad una equivalente centrale termoelettrica, queste NON siano affatto un “rifiuto”, anzi possono essere riusate/riciclate (ed eliminate) con tecnologie apposite gia sviluppate e testate in passato; in sostanza le tre “R” dell’ ecologia (ridurre, riusare, riciclare) valgono perfettamente anche per il nucleare! Per inciso, in questa maniera si risolve anche il problema di una futura potenziale scarsita di uranio, abbiamo gia piu di 2000 anni di consumi mondiali di elettricita dell’intero pianeta solo riusando e riciclando le scorie radioattive e l’uranio impoverito GIA’ prodotte.
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